Giustizia, scontro totale tra governo e magistrati
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Redazione Interno
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La contesa tra il governo e i magistrati, finora caratterizzata da uno scambio di polemiche, ha raggiunto un nuovo livello di tensione dopo il "uno a zero" per i magistrati, che quindici giorni fa sono riusciti a far rimpatriare dall'Albania i migranti destinati alla detenzione nei nuovi centri oltre confine voluti dal governo Meloni. La prossima settimana, quando gli immigrati raccolti in mare davanti a Lampedusa verranno fatti scendere, si prevede un ulteriore inasprimento della situazione.
Il governo sembra stia riuscendo, a sue spese, nel miracolo di ricompattare il mondo della giustizia. Domani, a Bologna, l'Associazione nazionale magistrati si riunirà in assemblea per difendere i colleghi del tribunale bolognese che, dopo aver chiesto un parere sul decreto Paesi sicuri alla Corte di giustizia europea, hanno subito durissimi attacchi, anche personali, la scorsa settimana. "Se la Corte Ue dà ragione al giudice di Bologna, salta pure Schengen", ha lanciato l'allarme Fidanza, sottolineando che il governo non cerca conflitti, ma agisce nel rispetto delle norme nazionali ed europee.
Inoltre, con l'ultimo decreto, il governo ha elevato a legge primaria la lista dei Paesi sicuri, la cui definizione è e resta in capo agli Stati membri, recependo anche una discutibile sentenza europea che ha tolto dalla lista Camerun, Colombia e Nigeria. Tuttavia, se un magistrato decidesse ancora di non convalidare il rimpatrio, saremmo di fronte a una nuova grave forzatura, tutta politica.
Nel frattempo, la missione Albania ripartirà nelle prossime ore: la nave della marina militare Libra ha lasciato il porto di Messina e dovrebbe essere operativa nel Mediterraneo centrale, davanti alle coste libiche, già da lunedì, viste anche le buone previsioni meteorologiche




