Protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia
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Redazione Interno
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Prima dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario a Torino, i magistrati hanno inscenato una protesta simbolica contro la riforma del governo che prevede la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. In toga, con una copia della Costituzione in mano e coccarde tricolori, i magistrati hanno manifestato in strada. A Milano, la tensione era palpabile nel tribunale, dove i magistrati hanno espresso preoccupazione per l'autonomia della magistratura, temendo che i pubblici ministeri rispondano solo a sé stessi.
Durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Roma, la magistrata Daniela Rinaldi ha dichiarato che la protesta è pacifica, sottolineando l'importanza della Costituzione e i sacrifici fatti per costruire uno Stato di diritto fondato su valori di uguaglianza. Anche a Genova, oltre 100 magistrati hanno abbandonato l'aula quando ha preso la parola il rappresentante del governo, sfilando con la Costituzione in mano e una coccarda tricolore attaccata sulla toga, al grido di "Viva la Costituzione".
A Milano, i magistrati, insieme al presidente del tribunale Fabio Roia, hanno abbandonato l'aula magna quando ha preso la parola la rappresentante del ministero della Giustizia, Monica Sarti. L'ex pubblico ministero Gherardo Colombo ha ricordato che la Costituzione è stata fatta per tutelare la dignità di tutte le persone. La protesta ha coinvolto diverse città italiane, evidenziando il malcontento della magistratura nei confronti della riforma proposta dal governo.
La protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia ha visto una partecipazione significativa in diverse città italiane, con manifestazioni pacifiche e simboliche che hanno sottolineato l'importanza della Costituzione e l'autonomia della magistratura.




