Magistrati in protesta, sciopero e manifestazioni contro la riforma della giustizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, i magistrati italiani, rappresentati dall'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), hanno deciso di manifestare il loro dissenso nei confronti della riforma della giustizia proposta dal governo. La protesta, che si concretizzerà il 27 febbraio con uno sciopero nazionale, prevede anche azioni simboliche durante la cerimonia inaugurale.

I magistrati, indossando la toga, esibiranno una coccarda tricolore, non per celebrare l'unità nazionale, ma per sancire un affronto al governo. Inoltre, esporranno cartelli con frasi sul valore della Costituzione e abbandoneranno l'aula in modo composto durante l'intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, o di un suo rappresentante. Questa forma di protesta, approvata con qualche astensione, è stata decisa nell'assemblea straordinaria di dicembre scorso.

Giuseppe Santalucia, presidente dell'Anm, ha dichiarato che non vi è alcuna forma di ribellismo illegale o istituzionalmente incompatibile con le modalità di protesta adottate. La riforma costituzionale, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati inquirenti da quelle dei magistrati giudicanti, è al centro delle contestazioni. I magistrati ritengono che tale riforma possa compromettere l'indipendenza della magistratura e minare i principi fondamentali della Costituzione.

La decisione di scioperare e manifestare durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario è stata presa per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sui rischi che la riforma comporta.

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