Protesta dei magistrati in tutta Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, avvenuta oggi, è stata segnata da una protesta senza precedenti da parte dei magistrati italiani. In tutte le sedi delle Corti d'Appello, giudici e pubblici ministeri hanno manifestato contro la riforma della giustizia, in particolare contro la separazione delle carriere, indossando la toga e una coccarda tricolore. A Milano, Manuela Andretta, presidente della sezione milanese dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), ha dichiarato che tale riforma "mina la democrazia".
Durante le cerimonie, come deciso dall'ANM, i magistrati hanno abbandonato le aule al momento dell'intervento dei rappresentanti del governo. A Napoli, quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha preso la parola, i magistrati hanno lasciato la sala, sventolando la Costituzione. Nordio ha cercato di smontare le proteste, chiedendo retoricamente come potesse umiliare i magistrati. Tuttavia, le manifestazioni sono proseguite in tutti i 26 distretti delle Corti d'Appello, da Milano a Torino, Bologna, Firenze e Roma.
A Firenze, la protesta è stata altrettanto intensa. I magistrati, con la coccarda tricolore sulla toga e la Costituzione in mano, hanno abbandonato l'auditorium del palazzo di giustizia quando Antonio Sangermano, rappresentante del ministero della giustizia, ha iniziato il suo intervento. In aula sono rimasti solo i magistrati in toga rossa, gli avvocati, il presidente della Regione Eugenio Giani e la sindaca Sara Funaro.
La riforma della giustizia, che ha già ottenuto il primo via libera alla Camera, continua il suo lungo iter costituzionale.




