Di Battista e il volo sanitario da Cuba: come funziona un'aeroambulanza e quanto costa
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Redazione Interno
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Alessandro Di Battista è rientrato in Italia. L'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, che si trovava a Cuba per un reportage, è atterrato all'aeroporto di Ciampino a bordo di un'aeroambulanza dopo un viaggio durato complessivamente circa dodici ore. Subito dopo è stato trasferito al Policlinico Gemelli di Roma, dove prosegue il percorso di accertamenti e cure iniziato sull'isola caraibica.
Il quadro clinico e l'intervento all'Avana
Di Battista era partito per Cuba per realizzare un reportage quando, lo scorso 28 agosto, è stato colpito da un forte e persistente mal di testa. Il primo ricovero è avvenuto nell'ospedale di Santa Clara, la struttura più vicina al luogo in cui si trovava, prima del trasferimento all'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras dell'Avana. Qui i medici cubani lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza.
Un primo tentativo di rientro in Italia, programmato per il 4 settembre, era saltato proprio in seguito a un peggioramento delle condizioni di salute durante il trasferimento verso l'aeroporto.
Nel frattempo, due specialisti del Policlinico Gemelli, un neurochirurgo e un rianimatore, avevano raggiunto L'Avana per valutare le condizioni del paziente e confrontarsi con i sanitari cubani sull'opportunità del trasferimento. La presenza dei medici italiani era stata confermata già nei primi giorni del ricovero.
Come è organizzato il viaggio di ritorno
Il rientro è stato pianificato con particolare attenzione alle condizioni cliniche del paziente. L'aeroambulanza, un Luxembourg Air Ambulance 407G, ha seguito un percorso a tappe che ha previsto scali alle Bahamas, in Canada e in Lussemburgo prima dell'arrivo a Roma. Una scelta studiata per evitare che il paziente trascorresse troppo tempo in volo senza interruzioni. In un primo momento si era ipotizzato un viaggio a bassa quota per ridurre gli effetti della pressurizzazione dell'abitacolo, ma il velivolo ha poi volato a un'altitudine compresa tra i 10mila e i 12mila metri.
Secondo quanto si apprende, i medici avrebbero ritenuto compatibile con le condizioni di salute del paziente un volo ad alta quota, rendendo così non necessaria un'ulteriore sosta tecnica in Islanda per il rifornimento di carburante.
Il funzionamento di un'aeroambulanza
Un volo sanitario è un trasferimento aereo dedicato al trasporto di un paziente che necessita di assistenza medica durante tutto il viaggio. Può essere effettuato tramite aeroambulanza, jet ambulanza, elicotteri medicalizzati oppure voli di linea con personale sanitario a bordo. L'aeroambulanza diventa necessaria quando il paziente non è in grado di viaggiare su un volo commerciale, quando serve assistenza medica avanzata durante il tragitto o quando occorre un rimpatrio sanitario urgente verso un centro specialistico.
A bordo di questi velivoli è presente personale medico qualificato, che può includere un anestesista-rianimatore, un infermiere specializzato nell'emergenza o altri specialisti a seconda delle necessità del paziente. Le aeroambulanze sono allestite come unità di terapia intensiva mobile e dispongono di monitor multiparametrici, ventilatori polmonari avanzati, pompe infusionali e defibrillatore.
Quanto costa un volo sanitario
I costi per un'aeroambulanza si dividono in costi fissi e costi variabili. I costi fissi, che comprendono il compenso del pilota, del personale medico e l'affitto delle attrezzature, ammontano generalmente tra i 1.000 e i 4.000 euro per un volo di circa 1.000 chilometri. I costi variabili, legati alla lunghezza e alla durata del tragitto, possono variare tra gli 8.000 e i 10.000 euro per la stessa distanza. Il costo totale stimato per un volo sanitario di 1.000 chilometri può quindi oscillare tra i 9.000 e i 14.000 euro, a seconda delle specifiche esigenze cliniche e logistiche.
Esistono anche procedure di rimpatrio sanitario gestite dallo Stato. Nel 2026 sono già stati effettuati 57 rimpatri per motivi sanitari, un numero in crescita rispetto ai 27 dell'anno precedente. In questi casi i costi sono a carico dell'Aeronautica militare, finanziata dal ministero dell'Economia. Condizione essenziale per il trasporto è il certificato di trasportabilità aerea del paziente, il cosiddetto "fit to fly".
Le prime valutazioni dopo l'arrivo
Il professor Giulio Maira, neurochirurgo di fama internazionale e già direttore dell'Istituto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, ha commentato il rientro definendolo un buon segnale. «Premesso che non conosco il quadro clinico di Alessandro Di Battista, né il motivo dell'intervento né l'esito dell'operazione chirurgica a cui è stato sottoposto all'Avana, una cosa me la sento di dire: se ha superato un volo sanitario di circa 12 ore, questo è sicuramente un buon segnale», ha dichiarato Maira.
Lo specialista ha poi aggiunto che le prime 24 ore dal rientro sono particolarmente importanti per valutare il quadro neurologico e l'eventuale presenza di complicanze.
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