Smettere di fumare, ora c’è la citisina: il farmaco naturale (e rimborsato) che arriva dal maggiociondolo
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Redazione Salute
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Fino a qualche settimana fa, chi voleva liberarsi dalle sigarette poteva scegliere tra cerotti alla nicotina, farmaci come la vareniclina o il bupropione, oppure affidarsi a preparazioni galeniche preparate in farmacia. Da ora, invece, si aggiunge un’opzione in più – prescrivibile e completamente rimborsata dal Servizio sanitario nazionale – che si chiama Recigar, il cui principio attivo è la citisina. Quest’ultima, va detto, non è una scoperta recentissima: si tratta di una molecola estratta da una pianta della famiglia delle Leguminose, il Cytisus laburnum, conosciuto comunemente come maggiociondolo, quel piccolo albero dai fiori gialli che cresce spontaneo nei boschi di mezza Europa.
L’approvazione dell’Aifa e la svolta nella disassuefazione
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha infatti concesso la rimborsabilità a questo medicinale, dopo che gli studi clinici ne hanno dimostrato un’efficacia significativa nel contrastare la dipendenza da nicotina. Una decisione, quella dell’ente regolatorio, che trasforma un vecchio principio attivo – conosciuto da decenni in ambito scientifico – in uno strumento terapeutico finalmente accessibile a tutti. La pillola, a base di citisina, agisce direttamente sui recettori cerebrali della nicotina: lo fa riducendo il desiderio di fumare e attenuando i sintomi dell’astinenza, senza però introdurre nell’organismo la sostanza dannosa.
Una pianta comune, una terapia antica (ma ora ufficiale)
Il maggiociondolo, va ricordato, assomiglia molto al glicine ed è diffuso in gran parte del continente europeo; dalla sua spremitura o estrazione si ricava appunto la citisina, il cuore del nuovo farmaco. Che la molecola fosse efficace contro il tabagismo, del resto, non è una novità assoluta: alcuni studi dell’Europa orientale, dove la citisina è impiegata da anni, lo avevano già suggerito. La vera svolta, adesso, è il via libera dell’Aifa e la conseguente rimborsabilità, che toglie l’onere economico dalla tasca del paziente. Una condizione, quest’ultima, non secondaria: molti fumatori, infatti, pur volendo smettere, rinunciavano alle terapie a causa dei costi non indifferenti dei farmaci tradizionali.
La presentazione a Roma e il meccanismo d’azione
Il farmaco è stato presentato ufficialmente a Roma nel corso di un incontro dedicato alle strategie antifumo. E proprio in quell’occasione è stato ribadito il meccanismo d’azione della citisina: la molecola si lega ai recettori nicotinici con un’affinità minore rispetto alla nicotina stessa, generando un effetto parziale che placa il craving senza produrre il picco dopaminergico tipico della sigaretta. Una differenza, questa, cruciale: chi assume Recigar non riceve la “ricompensa” immediata che invece dà il fumo, ma allo stesso tempo non soffre i morsi dell’astinenza. Di conseguenza, il paziente può ridurre gradualmente l’uso di tabacco fino all’astensione completa, seguendo un protocollo terapeutico di venticinque giorni.
Una chance concreta per chi vuole chiudere con il vizio
Ogni anno, milioni di italiani che dipendono dal fumo rimandano l’ennesimo buon proposito; lo fanno perché smettere, si sa, è doloroso e costellato di ricadute. La disponibilità di una pillola a base di citisina – approvata, sicura e rimborsata – toglie almeno due ostacoli: l’incertezza sull’efficacia e il peso della spesa. Il farmaco, peraltro, essendo di origine vegetale, viene percepito da molti come più “naturale” rispetto ad altre molecole di sintesi, sebbene vada assunto esclusivamente sotto prescrizione medica. Resta il fatto, e i dati preliminari lo confermano, che questa opzione rappresenta un’arma in più nella lotta al tabagismo, senza bisogno di ricorrere a cerotti, gomme o spray alla nicotina.




