Citisina, il nuovo farmaco (gratis) per chi vuole smettere di fumare: ecco di cosa si tratta

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Arriva in Italia una nuova arma terapeutica contro il tabagismo, e stavolta l’arma arriva dai fiori gialli del maggiociondolo, il Cytisus laburnum che da decenni – pur essendo noto nell’Europa dell’Est come rimedio empirico – non aveva mai ottenuto il crisma della rimborsabilità nel nostro Paese. Da oggi, invece, la citisina, questo è il nome del principio attivo, è ufficialmente entrata nel prontuario del Servizio sanitario nazionale, diventando di fatto gratuita per i pazienti che si rivolgono ai centri antifumo distribuiti sul territorio. La delibera dell’Agenzia italiana del farmaco, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha trasformato quella che era una formulazione galenica (preparata su misura in farmacia e pagata interamente dal cittadino) in un farmaco “di classe” a tutti gli effetti, prodotto dall’azienda polacca Adamed e commercializzato in Italia con il nome di Recigar, sebbene il nome commerciale più noto nel contesto internazionale sia Tabex.

Un alcaloide che “inganna” il cervello

Per comprendere il meccanismo d’azione della citisina, bisogna guardare al funzionamento della dipendenza. La nicotina, quando viene inalata, si lega a specifici recettori presenti nel cervello – i recettori nicotinici dell’acetilcolina – scatenando il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore che genera la sensazione di piacere e gratificazione. La citisina, in quanto agonista parziale, fa esattamente la stessa cosa, ma con una differenza sostanziale: si lega a quei recettori in modo più stabile, stimolandoli appena lo stretto necessario per placare il “craving”, cioè il desiderio irrefrenabile di nicotina, ma senza generare il picco di dopamina tipico della sigaretta. Di fatto, agisce come un inganno farmacologico per il sistema nervoso. In questo modo, se il fumatore dovesse accendersi una sigaretta durante la terapia – e questo è un aspetto sul quale gli specialisti insistono molto – l’effetto risulterà piatto o addirittura spiacevole, poiché i recettori sono già occupati dalla molecola vegetale, bloccando il rinforzo positivo del gesto.

Il protocollo dei 25 giorni (e la necessità del centro antifumo)

La terapia segue uno schema rigido, studiato per accompagnare il paziente proprio nella fase iniziale, quella considerata più critica. Il ciclo standard, validato da numerosi studi clinici, prevede una durata di 25 giorni con un dosaggio decrescente: si parte con una compressa ogni due ore (fino a un massimo di sei al giorno) nei primi tre giorni, per ridurre progressivamente le somministrazioni fino a una o due compresse al giorno nell’ultima settimana. L’obiettivo è che il paziente smetta completamente di fumare entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento, senza però cadere nell’errore di associare il farmaco al tabacco, perché la combinazione può aggravare le reazioni avverse come nausea o tachicardia. È proprio su questo punto che si innesta l’importanza dei centri antifumo. Il farmaco, sebbene richieda una ricetta medica (spesso un piano terapeutico), è rimborsabile solo se erogato da queste strutture specializzate, dove il percorso viene integrato con un supporto comportamentale e un monitoraggio costante, elementi che gli studi scientifici indicano come determinanti per il successo a lungo termine.

Efficacia, limiti ed effetti collaterali

I dati raccolti finora, compresi quelli dello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che ha contribuito a dare credibilità scientifica a questa molecola, parlano di un’efficacia significativamente superiore rispetto al placebo, con percentuali di astinenza a 12 mesi che, in alcuni studi controllati, si attestano intorno al 30-40% nei pazienti trattati, seppur con variazioni legate al grado di dipendenza e all’aderenza al protocollo. Va detto, però, che la citisina non è priva di controindicazioni. Gli esperti segnalano effetti collaterali per lo più lievi e transitori, che riguardano principalmente la sfera gastrointestinale (nausea, secchezza delle fauci) e il sistema nervoso centrale (irritabilità, disturbi del sonno, cefalea), sintomi che del resto possono presentarsi anche come manifestazione dell’astinenza stessa. Non è consigliata in gravidanza, durante l’allattamento, in soggetti con insufficienza renale grave o con patologie cardiache instabili (angina, infarto recente), così come viene sconsigliata per gli over 65, fascia d’età per la quale manca un’esperienza clinica consolidata.

Con la rimborsabilità della citisina, il panorama delle terapie antitabacco cambia profondamente, offrendo finalmente un’alternativa farmacologica accessibile a tutti. La speranza – suffragata dai numeri del consumo che in Italia conta ancora oltre 12 milioni di fumatori – è che la barriera economica, spesso un ostacolo per chi desidera intraprendere un percorso di disassuefazione, venga definitivamente rimossa, lasciando spazio a un approccio integrato che unisce la chimica del maggiociondolo al supporto umano degli specialisti.

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