Il fiore del maggiociondolo regala un farmaco contro il fumo, ed è subito rimborso
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Da una pianta ornamentale, il cui grappolo di fiori gialli è spesso motivo di abbellimento nei giardini italiani, arriva la svolta attesa da milioni di cittadini. Il Cytisus laburnum, meglio noto come maggiociondolo, nasconde nelle sue foglie e nei semi un alcaloide dal potenziale terapeutico straordinario: la citisina. Da qualche giorno, grazie al via libera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e alla conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, questo principio attivo è diventato il primo farmaco per la disassuefazione dal fumo completamente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. Una notizia che cambia le carte in tavola per i 12,5 milioni di fumatori nostrani, i quali ora possono accedere a una cura efficace senza il peso del costo diretto, a patto di rivolgersi ai centri specializzati.
Un meccanismo “a chiave” per ingannare il cervello
L’efficacia della molecola, che in realtà è conosciuta e utilizzata da decenni nei Paesi dell’Est Europa, si basa su un inganno molecolare di精细 manifattura. La citisina agisce esattamente sugli stessi recettori cerebrali (i nicotinici) che la sostanza contenuta nelle sigarette va a “baciare” per scatenare il rilascio di dopamina, ovvero il neurotrasmettitore del piacere. A differenza della nicotina, però, questo composto vegetale ha una affinità recettoriale diversa: si lega saldamente ai recettori impedendo alla nicotina di fare effetto (riducendo così il piacere della boccata), ma al contempo stimola il sistema in maniera più blanda e controllata. In questo modo, viene attenuato il cosiddetto craving, cioè quella fame nervosa accompagnata da irritabilità, insonnia e ansia che spesso manda all’aria i buoni propositi di chi cerca di smettere.
La cura in 25 giorni e il ruolo dei centri antifumo
Il protocollo terapeutico approvato dall’Aifa è rigoroso e segue uno schema decrescente della durata di 25 giorni. Le compresse, che portano il nome commerciale di Recigar (prodotto dalla polacca Adamed), si assumono più volte al giorno nelle prime fasi, per poi scalare gradualmente il dosaggio. L’obiettivo, come spiegano gli pneumologi dei principali centri, è arrivare allo stop totale della sigaretta entro il quinto giorno dall’inizio della terapia. Attualmente, la dispensazione del farmaco – che sarà gratuito per il paziente – è riservata esclusivamente ai pazienti presi in carico dalla rete nazionale composta da 110 centri antifumo. Una scelta, questa, che non è casuale: gli specialisti sottolineano che l’approccio più efficace per uscire dalla dipendenza rimane quello integrato, che combina l’azione chimica del medicinale con un supporto psicologico o comportamentale.
Dalla formulazione galenica alla svolta industriale
Fino a ieri, chi voleva provare questa strada doveva affidarsi alle farmacie preparatrici (formulazione galenica), con costi a carico del cittadino e una variabilità nella preparazione che talvolta limitava la fiducia nel prodotto. L’introduzione della versione industriale – e la sua conseguente inclusione nei Livelli Essenziali di Assistenza – rappresenta quindi un salto di qualità non indifferente. Non solo perché standardizza il principio attivo, ma perché abbatte la barriera economica per i pazienti “sani” (prima il rimborso era concesso solo a chi soffriva di patologie cronico-degenerative come la Bpco). Il fumo, ricordano i dati della Società Italiana di Medicina Ambientale, uccide ancora oltre 93mila persone ogni anno in Italia, gravando sul sistema sanitario per cifre che superano i 26 miliardi di euro annui tra cure dirette e perdita di produttività.




