La rabbia dei liceali francesi accende le piazze: scontri, incendi e migliaia di fermi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Francia si risveglia con le piazze in fiamme e le aule vuote. Da oltre una settimana, gli studenti delle scuole superiori bloccano centinaia di istituti per protestare contro classi sovraffollate, professori assenti mai sostituiti e edifici fatiscenti. Quella che era iniziata come una mobilitazione locale nella periferia parigina si è trasformata in un movimento nazionale che ora coinvolge anche le università, con decine di campus occupati da Parigi a Marsiglia, da Lione a Strasburgo.

La scintilla nelle banlieue

Le prime azioni sono scattate nella regione dell'Île-de-France, in particolare nel dipartimento della Seine-Saint-Denis, dove gli studenti denunciano da tempo condizioni di studio insostenibili. «Possiamo spiegarci senza subire gas lacrimogeni?», recitava un cartello esibito davanti a uno schieramento di polizia a Saint-Denis. Le richieste sono concrete: sostituzione immediata dei docenti assenti, classi meno numerose, edifici sicuri e salubri.

A Caen, una sedicenne di nome Maëlle ha sintetizzato il malessere diffuso: «Manifestiamo contro le classi sovraffollate, contro questo governo che spende milioni in custodie anti-telefono ma non investe in riscaldamento, climatizzazione e stipendi dei professori».

La repressione e i numeri del conflitto

La risposta delle forze dell'ordine è stata massiccia. Secondo i dati diffusi dal ministero dell'Interno, nella sola giornata di giovedì sono state effettuate quasi duemila interpellations in tutto il Paese. Il bilancio delle violenze è pesante: oltre trecento tra poliziotti e gendarmi feriti, mentre il ministro dell'Educazione Édouard Geffray ha parlato di 235 feriti tra studenti e personale scolastico, definendo le violenze «di estrema gravità».

La polizia dei poliziotti, l'IGPN, ha aperto tre inchieste dopo che alcuni liceali sono rimasti feriti durante i blocchi, incluso un ragazzo colpito alla testa a Tours e ricoverato in ospedale.

Presidi aggrediti e istituti in fiamme

Gli episodi più gravi si sono verificati ai danni dei dirigenti scolastici. A Marsiglia, il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile del liceo Victor Hugo sono stati aggrediti all'interno dell'istituto e cosparsi di benzina da individui che riempivano dei contenitori di carburante. A Nantes, un incendio volontario ha distrutto l'atrio del liceo Nelson Mandela, mentre a Montpellier le fiamme hanno interessato il liceo Jules Guesde.

Non solo: a Rouen un incendio è divampato davanti al liceo Blaise-Pascal e il preside è rimasto ferito.

La politica si divide sull'«autunno caldo»

Il premier Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale di crisi, mentre l'Eliseo accusa La France insoumise di soffiare sul fuoco della protesta. Jean-Luc Mélenchon, leader del partito, ha replicato definendo la repressione «con un retrogusto razzista evidente» e ha invitato militanti ed eletti a «interporsi ovunque» per proteggere gli studenti. Il sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko, ha dichiarato che «la violenza, a un certo punto, può essere legittima», suscitando polemiche e una segnalazione alla procura da parte del prefetto di polizia.

La segretaria generale della CGT, Sophie Binet, ha invece puntato il dito contro l'esecutivo: «Condanno la strategia del governo che ha portato a queste violenze. Non si gestisce mai una mobilitazione studentesca in questo modo».

Verso una convergenza delle lotte

Il movimento non accenna a placarsi. Dopo il primo atto di martedì, i sindacati studenteschi hanno lanciato un «atto secondo» che ha visto la partecipazione congiunta di liceali e universitari. Ryad Rani, presidente dell'Union syndicale lycéenne, ha parlato di una «linea rossa superata»: «Si acceca la gioventù come hanno fatto con i gilet gialli».

La prossima data segnata sul calendario è martedì 6 ottobre, quando le organizzazioni studentesche hanno convocato una nuova giornata di mobilitazione nazionale, con l'obiettivo dichiarato di ottenere «un finanziamento massiccio per licei e università».

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