Videosorveglianza violata, il mercato criminale dei filmati privati rubati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un sistema criminale, che opera nell’ombra del web, viola sistematicamente la privacy di migliaia di ignari cittadini, trafugando e mettendo in vendita filmati privati ottenuti hackerando telecamere di videosorveglianza. È quanto svelerà stasera “Quarta Repubblica”, il programma condotto da Nicola Porro, in un’inchiesta che ricostruisce le dinamiche di un business illecito e allarmante. Decine di migliaia di registrazioni, sottratte da dispositivi di sicurezza resi involontariamente strumenti di voyeurismo, vengono infatti commercializzate online al miglior offerente, esponendo la vita intima delle vittime.
Tra i nomi noti coinvolti in questa vicenda, che ha portato alla luce un fenomeno di portata internazionale, spiccano quelli di Stefano De Martino e della fidanzata Caroline Tronelli. La loro denuncia alla Polizia di Stato di Porto Cervo e alla Procura di Roma, depositata a metà agosto, ha rappresentato un primo, cruciale passo per cercare di arginare un crimine che colpisce senza distinzione. Le immagini dei due, infatti, sottratte dal sistema di videosorveglianza dell’appartamento di Tronelli, hanno iniziato a circolare sul web e sui social network, rendendoli vittime “Vip” di un sito spione con base legale alle Isole Tonga.
L’inchiesta giornalistica, che si avvale anche della testimonianza dell’investigatore privato ingaggiato dalla coppia, rivela come la piattaforma illecita sfruttasse all’incirca duemila telecamere private hackerate in ogni parte del globo. L’investigatore, il cui lavoro ha contribuito a far luce sull’intera operazione, ha dichiarato di essere stato “ad un passo dal prendere il guardone numero uno”, delineando i contorni di un’organizzazione sfuggente che prospera grazie all’anonimato garantito dalla rete.




