Russell sceglie il passo indietro a Singapore: vecchia Mercedes per capire il pacchetto di Sepang
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Redazione Sport
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La rottura della power unit rimediata da George Russell a Sepang ha conseguenze che vanno ben oltre la penalità in griglia che il britannico sconterà domenica a Singapore. Il guasto, sopraggiunto a cinque giri dalla fine mentre era in lotta per il podio, ha costretto la Mercedes ad anticipare il cambio di motore previsto per il Gran Premio degli Stati Uniti, compromettendo la pianificazione delle unità disponibili per il finale di stagione.
Russell partirà dal fondo della griglia a Marina Bay, un tracciato dove sorpassare è notoriamente complicato, e ha già ammesso che dovrà scontare un'ulteriore penalizzazione prima della fine dell'anno, quando il pacchetto di sviluppo della power unit sarà finalmente pronto.
Una scelta obbligata ma condivisa
La decisione di far correre a Russell la specifica aerodinamica precedente, quella con cui ha dominato a Baku, mentre Kimi Antonelli prosegue con il pacchetto introdotto in Malesia, non è però soltanto una conseguenza della penalità. Il pilota inglese ha raccontato di aver proposto lui stesso l'idea di dividere le configurazioni già prima della gara di Sepang, quando la squadra era ancora incerta sull'opportunità di un confronto diretto. «Quando si è verificato il guasto, è stata praticamente una scelta ovvia», ha spiegato Russell ai media presenti a Singapore.
«Prima della gara eravamo circa al 50-50, io ero più favorevole a farlo, e adesso è diventata una decisione assolutamente scontata».
Il rebus degli aggiornamenti di Sepang
Il pacchetto introdotto dalla Mercedes a Sepang rappresentava il primo vero aggiornamento sostanziale da quello portato in Canada a maggio, con modifiche profonde al fondo, alle sospensioni posteriori e alla carrozzeria nella zona posteriore. La stima interna parlava di un guadagno intorno ai tre decimi al giro, ma i riscontri in pista non hanno confermato le attese. La W17 ha mostrato comportamenti anomali sul tracciato malese, con una perdita di velocità di punta e difficoltà nei curvoni lenti.
Nonostante ciò, la Mercedes non ha elementi sufficienti per attribuire le difficoltà al pacchetto stesso. «Non ci sono segnali che ci dicano che l'aggiornamento non stesse funzionando», ha precisato Russell, «e sappiamo che la macchina di Baku era la stessa che avevamo a Budapest e Zandvoort, dove eravamo a quattro decimi dal ritmo. Queste oscillazioni, anche con una vettura costante, sono drastiche».
Il contesto della sfida interna in Mercedes
Il weekend di Singapore arriva in un momento delicato per la squadra di Brackley. Il ritiro di Russell a Sepang ha permesso ad Antonelli di allungare il vantaggio in classifica a 84 punti, con sette Gran Premi ancora da disputare. Il giovane pilota italiano, che ha chiuso secondo in Malesia alle spalle di Max Verstappen, si avvia verso il primo titolo iridato della carriera, mentre per Russell la rincorsa si complica ulteriormente.
La penalità in griglia rappresenta un ulteriore ostacolo su un circuito cittadino che non perdona errori, ma il britannico potrà contare sulla specifica con cui ha vinto a Baku appena otto giorni prima del fine settimana malese. «È una macchina con cui ho vinto a Baku», ha ricordato Russell, «quindi vediamo come andrà».
La gestione delle power unit nel finale di stagione
La situazione delle unità motrici resta critica in casa Mercedes. Russell ha spiegato che il propulsore rotto in Malesia era alla sua sesta gara, un chilometraggio che rientrava nella normale rotazione stagionale, ma i guasti accumulati hanno eroso ogni margine di manovra. «Il piano era sempre di andare ad Austin», ha dichiarato, «ma non abbiamo più motori a causa dei vari guasti, non c'era nessun propulsore a cui tornare. Con la rottura ho dovuto montarlo».
La scelta di anticipare il cambio a Singapore, su uno dei tracciati meno favorevoli ai sorpassi, è stata dettata dall'emergenza più che dalla strategia. Mercedes valuterà nelle prossime settimane se anticipare o meno il debutto dell'aggiornamento ADUO, il programma di sviluppo aggiuntivo introdotto dalla FIA per consentire ai costruttori di recuperare terreno in caso di deficit prestazionale.
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