Israele intensifica l’offensiva su Gaza City, oltre cento morti nelle ultime ore
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Redazione Esteri
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Fonti mediche locali, citate da Al Jazeera, riportano un bilancio particolarmente grave nei raid israeliani di oggi sulla Striscia di Gaza, dove almeno 106 persone hanno perso la vita; di queste, novantuno sono morte specificamente a Gaza City, epicentro di un’offensiva terrestre e aerea senza precedenti. L’operazione militare, avviata nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 settembre, sta producendo un esodo massiccio di civili, con oltre 350mila persone in fuga dai bombardamenti che hanno raso al suolo interi palazzi.
L’esercito israeliano, attraverso le dichiarazioni del portavoce Effie Defrin, ha definito l’azione come “organizzata e di lunga durata”, confermando il dispiegamento di quattro divisioni con l’obiettivo primario di stringere l’assedio al cuore della Striscia. L’IDF, pur ammettendo un’escalation militare, ne ha sottolineato la presunta conformità al diritto internazionale, smentendo al contempo il rischio di una carestia nel territorio assediato. Le operazioni, secondo quanto dichiarato, sono finalizzate alla sconfitta di Hamas e al recupero degli ostaggi ancora nelle mani dei militanti.
Proprio la sorte dei prigionieri costituisce uno degli aspetti più critici dell’intera operazione: si teme, infatti, che la vita dei ventidue ostaggi sopravvissuti non sia mai stata così esposta come in questa fase di caos strategico. L’avanzata dei carri armati israeliani nel fitto tessuto urbano di Gaza City, del resto, rischia di innescare una serie di effetti collaterali di portata difficilmente calcolabile, acuendo una crisi umanitaria già al limite del collasso.




