Raid israeliani in Siria, danni gravi alle armi strategiche
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Redazione Esteri
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Negli ultimi giorni, l'aviazione israeliana ha inflitto gravi danni alle armi più strategiche della Siria, colpendo i sistemi di difesa aerea e distruggendo oltre il 90% dei missili strategici terra-aria identificati. L'Idf ha annunciato che centinaia di jet e aerei hanno partecipato agli attacchi, che hanno danneggiato gravemente la rete di difesa aerea siriana, una delle più forti del Medio Oriente, riducendola a una minaccia non più considerata seria per l'Iaf, che ora può operare liberamente nei cieli del Paese.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che, anche nella notte di giovedì 12 dicembre, i bombardieri israeliani hanno colpito le infrastrutture militari nelle zone costiere di Latakia e Tartus. Le forze israeliane sono avanzate di circa 300 chilometri quadrati nelle aree adiacenti al Golan siriano e al Libano. Inoltre, il villaggio di Umm Batinah, a sud-est di Quneitra, nell'ovest della Siria, è stato oggetto di un'incursione israeliana, costringendo i residenti a evacuare e a trovare riparo nelle zone vicine.
Le truppe dell'Idf pattugliano la zona cuscinetto del Golan in territorio siriano, vicino al confine con Israele. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non permetterà ai gruppi jihadisti di riempire questo vuoto e di minacciare le comunità israeliane sulle alture del Golan con attacchi in stile 7 ottobre. Per questo motivo, le forze israeliane sono entrate nella zona cuscinetto e hanno preso il controllo di siti strategici vicino al confine con Israele. Questo dispiegamento è temporaneo fino a quando non sarà stabilita una forza che si impegna a rispettare l'accordo del 1974 e la sicurezza sul confine potrà essere garantita.
Israele ha agito prontamente per prevenire l'emergere di nuove minacce dalla Siria. Il Libano, nel frattempo, è preoccupato di diventare il futuro campo di battaglia della regione. Israele ha avvertito gli Stati Uniti delle sue preoccupazioni per la sicurezza riguardo al futuro della Siria.




