Israele infligge gravi danni alle armi strategiche siriane
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Redazione Esteri
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Negli ultimi giorni, centinaia di jet e aerei dell'aviazione israeliana hanno inflitto gravi danni alle armi più strategiche della Siria. Gli attacchi hanno danneggiato gravemente i sistemi di difesa aerea, distruggendo oltre il 90% dei missili strategici terra-aria identificati. La rete di difesa aerea siriana, una delle più forti del Medio Oriente, è ora ridotta a poco e non è considerata una minaccia seria per l'aviazione israeliana, che può operare liberamente nei cieli del Paese.
Le truppe dell'Idf pattugliano la zona cuscinetto del Golan in territorio siriano, vicino al confine con Israele. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non permetterà ai gruppi jihadisti di riempire questo vuoto e di minacciare le comunità israeliane sulle alture del Golan con attacchi in stile 7 ottobre. Per questo motivo, le forze israeliane sono entrate nella zona cuscinetto e hanno preso il controllo di siti strategici vicino al confine con Israele. Questo dispiegamento è temporaneo fino a quando non sarà stabilita una forza che si impegna a rispettare l'accordo del 1974 e la sicurezza sul confine potrà essere garantita.
Israele ha agito prontamente per prevenire l'emergere di nuove minacce dalla Siria. Il Libano, nel frattempo, è preoccupato di diventare il futuro campo di battaglia della regione. Israele ha avvertito gli Stati Uniti delle sue preoccupazioni per la sicurezza riguardo al futuro della Siria. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz e il suo omologo americano Lloyd Austin si sono riuniti per stabilire consultazioni permanenti sull'evoluzione della situazione nella regione.
Gli sconfinamenti dell'Idf oltre la linea Alfa stabilita dall'Onu sono stati giustificati con esigenze di difesa, ma per alcuni analisti il vero obiettivo è quello di accaparrarsi risorse idriche e arrivare, un passo alla volta, a una "cantonizzazione" del Paese.




