Cremona, due minorenni fermati con passamontagna nello zaino
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Redazione Interno
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Due minorenni sono stati fermati dalla Digos a Cremona durante i controlli legati alla mobilitazione annunciata nella chat WhatsApp “OCCUPIAMO SCUOLE CREMONA”. I ragazzi, di 15 e 16 anni, avevano con sé passamontagna neri nascosti sotto la giacca e all’interno di uno zaino. Nei loro confronti il questore ha disposto gli avvisi orali, provvedimenti amministrativi adottati nell’ambito delle attività di prevenzione dell’ordine pubblico. L’intervento si inserisce nelle verifiche avviate per controllare le zone considerate sensibili e i luoghi indicati online come punti di ritrovo.
I controlli della Digos e il tentativo di allontanarsi
Gli agenti hanno individuato i due giovani in via Palestro e in piazzale delle Tranvie, mentre erano in corso i servizi predisposti dalla Questura. Alla vista della polizia, entrambi avrebbero cercato di allontanarsi, ma le pattuglie li hanno bloccati e sottoposti a controllo. La successiva perquisizione ha permesso di trovare i copricapi neri che i ragazzi tenevano nascosti tra gli indumenti e i propri effetti personali. Dopo l’identificazione, sono stati accompagnati negli uffici della Questura, dove sono stati adottati gli avvisi orali disposti dal questore Carlo Ambra. I due provvedimenti hanno natura amministrativa e rientrano nelle misure di prevenzione, distinte dalle denunce penali.
La chat sulle scuole e i precedenti provvedimenti
Il gruppo WhatsApp al centro dei controlli era dedicato all’occupazione degli istituti scolastici e indicava il 19 ottobre 2026 come data della mobilitazione. La diffusione di messaggi che annunciavano possibili disordini aveva già portato a un altro intervento della Questura. Nei giorni precedenti, infatti, due ragazzi di 14 e 15 anni erano stati denunciati in stato di libertà con le accuse di istigazione a delinquere e procurato allarme. Secondo la ricostruzione diffusa dalla Polizia di Stato, la chat era stata utilizzata per pubblicare inviti a occupare le scuole e contenuti relativi a possibili azioni illegali. Le contestazioni riguardano condotte differenti rispetto al semplice possesso dei passamontagna e non vanno confuse con i provvedimenti amministrativi adottati nei confronti degli altri giovani.
Le minacce diffuse online e le verifiche preventive
L’attività di controllo è stata organizzata per sorvegliare i punti della città indicati nelle comunicazioni digitali e prevenire eventuali problemi di ordine pubblico. Il caso cremonese si inserisce in un clima di allarme legato a messaggi circolati attraverso WhatsApp e Telegram, con riferimenti a possibili azioni contro scuole ed esercizi commerciali. Tra i contenuti segnalati figuravano anche minacce di violenza rivolte a ragazze minorenni, accompagnate online dalla diffusione di nominativi.
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