Il ronzio del drone e le persecuzioni dell'ex: un 31enne nei guai in Alto Friuli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quando usciva di casa, ormai, quel sospetto ronzìo era diventato per lei una presenza costante, un’ombra che accompagnava i suoi passi quotidiani e che spesso, nelle ore più impensate, tornava a farsi sentire persino sopra il tetto della sua abitazione. Una persecuzione silenziosa, quella subita da una donna dell’Alto Friuli, durata circa due anni e portata avanti dall’ex fidanzato con una determinazione e una modernità nei mezzi che hanno dell’inquietante: per controllarne gli spostamenti, infatti, il 31enne oggi indagato non si limitava ai tradizionali pedinamenti, ma utilizzava un drone, trasformando un oggetto di uso comune in uno strumento di sorveglianza e sopraffazione.

La fine della loro relazione, risalente al 2023, non aveva evidentemente interrotto il legame nella testa dell’uomo, che per tutto il tempo successivo ha continuato a tempestare la donna di richieste insistenti per tornare insieme, messaggi non graditi e regali che sapevano di vessazione più che di affetto. È stato però nell’autunno del 2025, quando il telefono e i regali hanno lasciato il posto a un velivolo senza pilota, che la paura della vittima ha trovato una ragione ancora più solida per trasformarsi in denuncia. La donna, accorgendosi di quel drone che sorvolava con troppa frequenza i luoghi da lei frequentati – strade, parcheggi, spazi aperti – ha deciso di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Moggio Udinese, presentando querela nello scorso ottobre e dando così il via alle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Udine.

L’analisi della memoria del velivolo e il materiale fotografico

Gli accertamenti avviati dai militari, concentrati sull’individuazione del proprietario del drone, hanno rapidamente portato a perquisire l’abitazione dell’ex fidanzato, un uomo di 31 anni residente nella medesima zona dell’Alto Friuli, e a sequestrargli il velivolo sospetto. Il passo successivo, quello che ha permesso di cristallizzare le prove, è stato l’analisi della memoria interna del dispositivo: un esame che ha restituito un quadro chiaro e dettagliato delle sue attività illecite. All’interno della scheda, infatti, erano registrati tutti i tracciati di volo, con la cronologia dei numerosi sorvoli effettuati nelle aree frequentate dalla vittima, e, cosa ancora più grave, numerose fotografie che l’uomo aveva scattato alla donna a sua insaputa, rubandole immagini della sua vita privata e dei suoi spostamenti quotidiani.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcune di quelle immagini sarebbero state addirittura condivise dal 31enne con amici e conoscenti, un gesto che aggrava ulteriormente il quadro accusatorio e che testimonia la volontà di esporre la vittima al giudizio altrui, amplificando l’umiliazione e il senso di impotenza. Non solo drone: durante le perquisizioni sono finiti sotto sequestro anche due telefoni cellulari in uso all’indagato, dispositivi che ora sono al vaglio di personale specializzato per verificare la presenza di ulteriori comunicazioni moleste o di altro materiale fotografico e video riconducibile alla vittima, nonché per accertare eventuali contatti con terze persone coinvolte nella diffusione delle immagini.

Il provvedimento cautelare del tribunale di Udine

Alla luce degli elementi raccolti dai carabinieri e della gravità della condotta protrattasi dal 2023 al 2025, il Tribunale di Udine ha ritenuto sussistenti i presupposti per intervenire con una misura cautelare nei confronti del 31enne, accusato del reato di atti persecutori. Nei giorni scorsi, quindi, i militari hanno notificato all’uomo il provvedimento che gli impone il divieto di avvicinamento alla persona offesa, una misura pensata per tutelare la donna da qualsiasi contatto fisico, e l’obbligo di presentazione quotidiana presso gli uffici di polizia giudiziaria, una prescrizione che mira a monitorare costantemente la sua presenza sul territorio e a prevenire la reiterazione del reato. L’indagine, lungi dall’essere conclusa, prosegue ora con l’analisi approfondita dei supporti informatici sequestrati, nel tentativo di delineare con esattezza i contorni di una persecuzione che ha saputo sfruttare la tecnologia per violare la sfera più intima di una persona, dimostrando ancora una volta come l’innovazione possa diventare un’arma subdola nelle mani di chi non accetta la fine di un amore.

Description: Un 31enne dell'Alto Friuli è indagato per atti persecutori: per due anni ha controllato l'ex con un drone, fotografandola e condividendo le immagini.

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