Bologna riscopre il suo canale, tra entusiasmi e timori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il cuore di Bologna, dopo mesi di cantieri legati alla linea rossa del tram, ha ritrovato un pezzo della sua storia, un corso d'acqua che era rimasto a lungo nascosto e che ora, liberato dalla coltre di asfalto che lo copriva, scorre di nuovo visibile tra via Riva Reno e la rotonda di piazza Azzarita. L'opera di riqualificazione, che ha sostituito il precedente parcheggio a cielo aperto con un percorso pedonale arricchito da una passerella per l'attraversamento, ha restituito alla città un angolo di inaspettata suggestione, evocando per molti il fascino di un Naviglio in miniatura. L'inaugurazione, coincisa con l'accensione delle luminarie natalizie in piazza del Nettuno e sulla torre Asinelli, ha attirato una folla di bolognesi, i quali hanno potuto camminare sui binari inerbiti e affacciarsi per la prima volta sul canale scoperto, in un'atmosfera di festa che ha unito, seppur per una sera, residenti e commercianti.
Reazioni contrastanti tra memorie e prospettive future
Le voci che si levano dalla gente, tuttavia, dipingono un quadro di sentimenti contrastanti, dove all'euforia di chi vede in questo intervento un'occasione di rilancio per la zona si affianca un comprensibile scetticismo dettato dalle esperienze passate. C'è chi, come Monaldo, novantatré anni, rievoca con un velo di malinconia un tempo ormai lontano, "in cui nel canale si faceva il bagno", un'epoca in cui quell'acqua era parte integrante della vita quotidiana. Dall'altro lato, c'è chi, come Candida, già immagina di sfruttare la nuova cornice per incontri e ritrovi, prenotando amici e parenti per "fare aperitivi vista Naviglio", trasformando l'area in un salotto all'aperto. Emergono, però, anche preoccupazioni più concrete, come quelle espresse da Christian e Bruno, i quali si interrogano su quanto tempo dovrà passare prima che sulle panchine si insedino i bivacchi o sul parapetto di cemento compaiano "i soliti graffiti", temendo che la cura e la bellezza del luogo possano rivelarsi effimere.
La posizione dell'amministrazione sulle critiche
Di fronte a queste perplessità, l'assessore alla mobilità Campaniello ha fornito una lettura degli eventi che tende a minimizzare le critiche, attribuendole a "una piccola minoranza di persone" preoccupate per gli sviluppi futuri del canale scoperto. Riguardo alla spinosa questione dei parcheggi, che la trasformazione dell'area ha inevitabilmente ridotto, l'assessore ha osservato come "non è impazzito nessuno nel centro storico", lasciando intendere che il bilancio complessivo dell'operazione, nonostante tutto, sia positivo e che la città abbia saputo adattarsi al cambiamento. Una posizione, la sua, che cerca di guardare al progetto come a un investimento sulla qualità della vita e sulla valorizzazione del patrimonio urbano, sebbene alcuni continuino a nutrire dei dubbi sulla sua effettiva sostenibilità nel lungo periodo.
Un nuovo volto per un'antica via
Ciò che è indubbio è che il volto di via Riva Reno è radicalmente mutato, passando da una funzione essenzialmente utilitaristica a una vocazione più estetica e sociale, destinata ad accogliere non più automobili ma persone. Il canale, che ora serpeggia silenzioso costeggiato dai nuovi camminamenti, rappresenta non solo un intervento di urbanistica, bensì un tentativo di riconnettere la città con un elemento idrico che ne aveva caratterizzato il passato, un'operazione che va al di là della semplice pedonalizzazione. Se ne vedranno gli effetti col passare del tempo, quando la novità sarà sfumata e l'ambiente si sarà rivelato per quello che è, mostrando sia i suoi lati migliori, che qualcuno già intravede, sia le sue eventuali criticità, che altri preannunciano con un certo realismo.




