La festa del cinema di Roma, che vent'anni dopo guarda al film civile
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Redazione Cultura e Spettacolo
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I primi giorni della Festa del Cinema di Roma, giunta alla sua ventesima edizione, hanno portato con sé, come di consueto, quello stato di ansia acuta che nasce dall'idea di dover attraversare il traffico cittadino per destreggiarsi tra un'infinita serie di proiezioni, inviti e performance. La città, che si conferma una metropoli vibrante e culturalmente iperattiva, ha infatti ampliato ulteriormente i propri confini per l'occasione, inventandosi persino il "Fuori Sala", una proposta curata da Alice nella città che include mostre, gallerie d'arte e declamazioni in luoghi iconici come Via Margutta, affiancandosi ai numerosi cinema e teatri e ai due poli principali: l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e l'Auditorium della Conciliazione. Fino al 26 ottobre, il primo in particolare si trasforma nel cuore pulsante della kermesse, richiamando un pubblico variegato e numerose personalità dello spettacolo.
Stile e sostanza sul red carpet
Le stelle, come è prevedibile che accada in simili contesti, hanno già iniziato a popolare il red carpet, offrendo uno spettacolo nello spettacolo con i loro abiti ricercati. Ognuno di essi, sebbene espressione di uno stile personale e distintivo, è accomunato da tocchi di eleganza che rendono i look particolarmente speciali; non mancano, soprattutto per quanto riguarda le donne, accenni di una sensualità mai eccessiva ma sempre misurata. Tra gli uomini, invece, sembra prevalere la ricerca di un fascino classico e rassicurante, come nel caso di un Roberto Bolle elegantissimo in un completo di velluto marrone scuro, impreziosito da una spilla a forma di piuma dorata e abbinato a una camicia in raso di seta e pantaloni in lana nera.
Milani e il cinema che racconta la realtà
A aprire ufficialmente la rassegna romana è stato però un film che punta dritto alla sostanza, "La vita va così" di Riccardo Milani, pellicola ispirata a una vicenda realmente accaduta e destinata a uscire nelle sale italiane a breve. Il regista, intervistato insieme ai protagonisti Aldo Baglio e Virginia Raffaele, ha svelato alcuni retroscena della sua opera, rivelando come l'ispirazione per una sua pellicola precedente, "Un gatto in tangenziale", fosse nata in parte dall'osservare "quei silenzi di Gigi Riva", definito scherzosamente "il fidanzato di mia figlia". Alla domanda su un paragone con il grande Frank Capra, avanzato da alcuni giornali, Milani ha reagito con una risata prolungata, ricordando poi la reazione di sua moglie, Paola Cortellesi, la quale, dopo aver letto la notizia, lo aveva guardato e con fare serio aveva sentenziato: "Beh, ci sta, il film è su un pastore…".
Una festa che parla di resistenza
Il film di apertura, dunque, sembra segnare un ritorno di fiamma per quel cinema civile e impegnato che trova le sue radici nelle storie vere, in questo caso una "storia di resistenza sarda" che porta sullo schermo le battaglie e le vicende umane di un territorio specifico. Questo approccio narrativo, che unisce l'intrattenimento alla riflessione sociale, caratterizza una parte significativa della programmazione di questa ventesima edizione, indicando una possibile direzione artistica che la Festa del Cinema di Roma intende perseguire, senza dimenticare il glamour e la celebrazione della settima arte in tutte le sue forme.




