Allegri e le polemiche: il tecnico del Milan sbotta in diretta Rai
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Redazione Sport
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Massimiliano Allegri non ha affatto gradito le insistenti domande sul diverbio, avvenuto nel finale di Milan-Lazio, con l'arbitro Collu. In diretta nazionale, intervistato da Alberto Rimedio dallo studio Rai a match concluso, l'allenatore rossonero ha palesato un fastidio crescente, che è poi sfociato in una replica secca. "Pressione? È la terza domanda sull’arbitro", ha obiettato Allegri, il cui disappunto è emerso con chiarezza, interrompendo la linea di interrogatorio che, a suo parere, stava privilegiando aspetti controversi piuttosto che i meriti della vittoria. Un atteggiamento che, se da un lato riflette la tensione di una serata complicata, dall'altro segna una netta distanza dalle narrazioni esterne, le quali hanno finito per occupare uno spazio preponderante nel dibattito post-partita.
L'episodio contestato e il parere degli esperti
Proprio quell'episodio, un contatto di braccio tra Pavlovic e Romagnoli nell'area di rigore laziale, è stato al centro di valutazioni contrastanti. L'arbitro in campo, Collu, inizialmente non aveva ravvisato l'esistenza di un fallo, decisione che in seguito è stata sottoposta all'esame del Var. Il protocollo, come ha sottolineato l'ex arbitro Graziano Cesari durante la trasmissione *Pressing*, è apparso deviato rispetto alla norma. Cesari non ha usato mezzi termini, definendo "follia" la decisione finale e affermando che "questa non è Var, è moviola", con allusione a una revisione eccessivamente minuziosa e foriera di confusione. Una posizione che, sebbene netta, si scontra con la valutazione dei vertici arbitrali, i quali hanno invece sostenuto che l'azione non meritasse il calcio di rigore.
Le reazioni tecniche e il contesto agonistico
Anche Hernanes, commentando la partita per DAZN, è intervenuto sulla dinamica, proponendo una riflessione di carattere più generale. "Cambiamo il protocollo", ha esortato, spiegando che, secondo la sua analisi, quello non era né un rigore né un fallo, bensì un'azione di gioco ordinaria. Queste voci, che si aggiungono al coro di perplessità, delineano un quadro in cui la tecnologia, nata per appianare i contrasti, rischia talvolta di amplificarli. Nel frattempo, il Milan di Allegri prosegue la sua marcia inarrestabile, costruita su successi di misura come quello ottenuto contro la Lazio grazie a un tap-in di Rafa Leao, abilmente servito da un cross di Fikayo Tomori, che hanno permesso alla squadra di consolidare una posizione di vertice in classifica.
Il bilancio di una serata infuocata
Ciò che rimane, al di là del risultato utile, è la percezione di un "gran pasticcio" arbitrale, come è stato definito, caratterizzato da una sequenza di tre errori valutativi in un singolo episodio. Una catena di incomprensioni che, stando a quanto riportato, ha reso superfluo persino l'ausilio del Var, il cui intervento non è riuscito a dipanare la matassa. L'arbitro Collu, nonostante le critiche mosse da più parti, non subirà provvedimenti sospensivi, una circostanza che chiude, almeno a livello disciplinare, la vicenda. Tuttavia, il dibattito sulla corretta applicazione dei protocolli e sui limiti della tecnologia a supporto dei direttori di gara è destinato a proseguire, alimentato da serate come questa, dove la discussione si è spostata dall'impresa sportiva alla controversia decisionale.




