Sicilia e Calabria, trattori in piazza contro il caro gasolio: «La semina è bloccata»
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Redazione Esteri
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A Gela, in Sicilia, gli agricoltori sono scesi in piazza con i trattori per protestare contro l'impennata dei prezzi dei carburanti. «Il prezzo è stato il primo fattore a penalizzarci e a costringerci a fermarci», spiegano i manifestanti, «a questo punto dovremmo già avere i campi e le aziende agricole pronti per la semina, prevista tra oggi e il mese prossimo. Invece siamo completamente bloccati perché oggi non riusciamo ad acquistare carburante».
Nonostante il gasolio agricolo goda di un prezzo agevolato, il suo costo risulta più che raddoppiato, e i presidi andranno avanti «giorno e notte finché sarà necessario, finché qualcosa non cambierà».
I numeri della crisi e il presidio di Gela
Secondo i rappresentanti dei coltivatori, le spese giornaliere per il carburante variano da circa 350 euro a 600 euro per le aziende e i macchinari più grandi, rendendo impossibile per molti produttori proseguire le attività. I mezzi sono fermi all'ingresso cittadino, a poca distanza dal palazzo di giustizia, dove polizia, carabinieri e polizia municipale monitorano la situazione. «Siamo alla fame e non ci fermiamo», dicono gli agricoltori nel presidio appena allestito.
La protesta gelese va avanti da lunedì e chiede misure urgenti contro il caro carburante e una vera valorizzazione dei prodotti agricoli.
La mobilitazione in Calabria e le tensioni sull'A2
In Calabria i presidi proseguono ad oltranza in diversi centri della regione, sostenuti da alcune sigle autonome di categoria. Nella gran parte dei casi si tratta di manifestazioni che non creano particolari disagi alla circolazione stradale, mentre in altri resta problematico il transito veicolare. A Davoli, sulla strada statale 106 in provincia di Catanzaro, la manifestazione continua a creare forti rallentamenti, mentre più tranquilla è la situazione a Crotone. Presidi sono attivi anche a Rosarno, Pizzo, Sibari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese.
Allo svincolo di Pizzo, lungo l'A2 del Mediterraneo, nei giorni scorsi si sono registrati momenti di forte tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, che sono riuscite a contenere il tentativo di blocco impedendo l'accesso in autostrada. Sul posto erano presenti gli agenti del Dodicesimo Reparto Mobile di Reggio Calabria, la Digos e i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. Agricoltori e allevatori lamentano condizioni di lavoro non più sostenibili, con costi di produzione e il prezzo del gasolio ormai alle stelle, e dichiarano di sentirsi abbandonati dalla politica.
Le accuse di infiltrazioni e la replica del Pd
Sulle proteste in corso è intervenuta la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro, che in una nota ha parlato di «diverse segnalazioni di infiltrazioni, di varia gravità, che in alcune circostanze coinvolgerebbero persino la criminalità organizzata». Ferro ha anche riferito di «azioni illegali come il blocco del traffico o lo sversamento di materiale inquinante sulle strade», invitando a evitare strumentalizzazioni e a impedire che «frange violente o delinquenti utilizzino le criticità in alcuni settori produttivi per trovare qualsiasi forma di spazio o acquisire consenso».
Alle dichiarazioni della sottosegretaria ha replicato il senatore e segretario regionale del Pd in Calabria, Nicola Irto, secondo cui le affermazioni di Ferro sono «molto gravi». «Se vuole parlare di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle manifestazioni, per di più dal ruolo istituzionale che ricopre, deve avere fatti ed elementi concreti», ha dichiarato Irto, aggiungendo che «non si possono gettare ombre sulle tante persone che manifestano per problemi veri».
Lo sconto di Eni e il credito d'imposta scaduto
Nel frattempo Eni ha annunciato l'estensione della riduzione del prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive al mondo agricolo e della pesca. Gli attuali clienti Enilive potranno acquistare gasolio e benzina a uso agricolo e motopesca al prezzo scontato del 20% al netto dell'Iva, da oggi fino al 31 ottobre, con possibile estensione fino alla fine dell'anno sulla base dell'andamento del mercato e delle disponibilità di prodotto.
La misura si inserisce nell'iniziativa «Eni per l'Italia» e fa seguito al price cap sui prezzi di gasolio e benzina applicato nelle stazioni Enilive aderenti dal 28 settembre scorso. Il governo aveva previsto per il 2026 un credito d'imposta fino al 20% della spesa sostenuta per gasolio e benzina acquistati tra marzo e maggio, con una dotazione di 90 milioni di euro e un tetto di 50.000 euro per azienda.
Il termine massimo per presentare le domande e accedere al bonus era fissato al 30 settembre 2026, ma l'agevolazione non copre gli acquisti successivi a maggio, proprio mentre il prezzo del carburante ha continuato a crescere.
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