Il governo vara il bavaglio sulle ordinanze cautelari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che vieta ai giornalisti la pubblicazione integrale delle ordinanze di custodia cautelare. Questa norma, presentata sotto Natale 2023 da Enrico Costa, deputato di FI, durante il suo periodo in Azione, è stata ulteriormente rafforzata dal governo. Nonostante l'assenza di sanzioni immediate, il provvedimento limita significativamente il diritto di informare ed essere informati, obbligando i giornalisti a riportare solo riassunti dei documenti.

Nel giorno in cui la battaglia sulla separazione delle carriere dei magistrati fa il suo debutto in Aula alla Camera, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un altro provvedimento sulla giustizia che ha suscitato forti reazioni da parte delle opposizioni. Queste ultime hanno denunciato il decreto come un ennesimo bavaglio, che esporrà i cronisti a numerose cause per diffamazione.

Il decreto vieta ai giornali la pubblicazione di estratti dagli atti di custodia cautelare fino al termine delle indagini preliminari o dell'udienza preliminare. Tuttavia, è consentito riassumere e ricapitolare il senso dell'atto, e i capi di imputazione possono essere riportati alla lettera. Questo provvedimento, che mira a tutelare la riservatezza delle indagini, ha sollevato preoccupazioni tra i giornalisti, che vedono in esso una limitazione alla libertà di stampa.

La stretta sulle ordinanze cautelari è stata approvata nel contesto di un dibattito più ampio sulla riforma della giustizia, che include anche la separazione delle carriere dei magistrati. Questo tema, che ha diviso la politica italiana, è ora al centro della discussione parlamentare.

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