Putin minaccia rappresaglie sulle navi Ue: “Risponderemo con la stessa moneta in qualsiasi mare”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato una ritorsione contro i Paesi europei qualora proseguano i sequestri di navi mercantili russe, annunciando che Mosca agirà con misure analoghe e non necessariamente nelle stesse acque in cui vengono effettuati i fermi occidentali.

Il capo del Cremlino, intervenuto a bordo dell'incrociatore missilistico Varyag durante la fase finale delle esercitazioni della Flotta del Pacifico nell'Estremo Oriente russo, ha definito le operazioni di controllo e sequestro delle imbarcazioni sospettate di far parte della cosiddetta “flotta ombra” come atti di “pirateria e rapina”. Le dichiarazioni, rilasciate mentre l'Unione Europea cerca di intensificare la pressione sul naviglio commerciale utilizzato da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio, segnano un ulteriore inasprimento della tensione nei traffici marittimi internazionali.

La minaccia di Putin e la “flotta ombra” russa

Nel corso dell'esercitazione navale, alla quale partecipano oltre tredicimila militari, una sessantina di navi e trenta aeromobili, il presidente russo ha affermato che le autorità di alcuni Paesi, violando il diritto marittimo internazionale, stanno limitando la libertà di movimento delle imbarcazioni appartenenti agli operatori economici russi. “Recentemente si sono spinti fino a considerare la possibilità di sequestrare le nostre navi e vendere i beni che ci hanno sottratto”, ha dichiarato Putin.

“E se si cominciasse a mettere in pratica queste azioni, saremo costretti a rispondere con la stessa moneta, e non necessariamente in quelle acque dove sono pianificati gli attacchi alle nostre navi, ma ovunque noi stessi lo riterremo necessario e opportuno”.

Il riferimento del presidente è alle nuove disposizioni europee che, nell'ambito del ventunesimo pacchetto di sanzioni, autorizzano gli Stati membri alla confisca diretta dei beni e alla messa all'asta delle navi intercettate. Dall'inizio del 2026, sono state fermate in Europa diverse petroliere, tra cui quattro dalla Francia e una nel Canale della Manica da parte delle forze britanniche, mentre anche l'Italia ha recentemente abbordato una nave sospettata di appartenere alla flotta parallela russa. La cosiddetta flotta ombra, stimata tra le 900 e le 1.200 unità, opera con frequenti cambi di bandiera e società di proprietà opache per mantenere attivi i flussi di esportazione energetica verso i mercati non allineati, garantendo a Mosca entrate fondamentali per il bilancio statale.

Le parole del comandante della Flotta del Pacifico e le accuse alla Nato

A sostenere l'avvertimento del presidente è stato il comandante della Flotta russa del Pacifico, Viktor Liina, il quale ha affermato che le sue forze sono pronte a “ispezionare e fermare” le navi straniere di quelli che ha definito stati ostili, e le loro flotte ombra. Il comandante ha sottolineato che anche i Paesi occidentali, come Gran Bretagna e Francia, utilizzano navi battenti bandiera di comodo per i propri trasporti, configurando una situazione speculare che legittimerebbe l'intervento russo.

Liina ha inoltre dichiarato che la flotta ha condotto un'analisi dettagliata del traffico marittimo nella regione Asia-Pacifico, conoscendo le rotte, i carichi e le proprietà delle navi collegate a nazioni considerate ostili. Nel suo intervento, Putin ha poi denunciato un aumento del “potenziale di conflitto” nella regione del Pacifico e in quella artica, collegandolo alla crescente presenza militare della Nato, e ha ribadito la disponibilità della Russia a cooperare sul diritto marittimo internazionale per quanto riguarda l'uso della rotta del Mare del Nord.

Le dichiarazioni di Medvedev e le operazioni europee

A inasprire ulteriormente il tono dello scontro verbale è intervenuto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, il quale ha scritto su Telegram che la Russia ha “il diritto di attaccare qualsiasi nave mercantile di Paesi nemici”, anche in acque neutrali, qualora sussistano sospetti che trasporti merci destinate all'avversario. Medvedev ha definito “piaggeria isterica” le reazioni occidentali sulla flotta ombra e ha avvertito che le forze armate russe sono in grado di espandere drasticamente le proprie operazioni oltre il bacino del Mar Nero.

Sul fronte opposto, la tensione è alimentata anche dall'utilizzo dell'operazione navale europea Eunavfor Med Irini, originariamente istituita per far rispettare l'embargo delle Nazioni Unite sulla Libia, per effettuare ispezioni e fermi di navi sospettate di trasportare petrolio russo.

Il ministero degli Esteri russo ha accusato l'Unione Europea di abusare delle norme giuridiche internazionali per intimidire le compagnie di navigazione, citando l'operazione guidata dall'Italia che ha portato all'abbordaggio di una petroliera della flotta ombra russa all'inizio del mese. “Ricorrendo a tali azioni, l’Unione Europea si espone a gravi pericoli”, ha dichiarato la diplomazia di Mosca.

La nuova stretta sulle rotte commerciali arriva in un momento di forte tensione anche nel Mar Nero, dove le forze ucraine hanno rivendicato un attacco contro la base navale russa di Novorossiysk, considerata l'ultima grande roccaforte della flotta di Mosca nell'area.

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