Putin minaccia ritorsioni contro i sequestri di navi russe: "Risponderemo con la stessa moneta"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un avvertimento chiaro ai paesi dell'Unione Europea, definendo "pirateria e rapina" i piani di sequestro delle navi mercantili russe e promettendo una risposta speculare che potrebbe concretizzarsi in qualsiasi punto del globo, anche al di fuori delle acque interessate dalle operazioni europee, nel corso di una visita a bordo dell'incrociatore Varyag, nave ammiraglia della flotta russa del Pacifico, dove il capo del Cremlino si era recato per assistere a delle esercitazioni militari.

La minaccia di Putin e il meccanismo dell'Unione Europea

La replica del presidente russo arriva a poche settimane dall'approvazione, da parte dell'Unione Europea, di un nuovo pacchetto di sanzioni che include un meccanismo volto a consentire agli Stati membri di intercettare, sequestrare e successivamente vendere il petrolio e altri beni trasportati da navi sospettate di appartenere alla cosiddetta "flotta ombra" di Mosca; si tratta di un dispositivo che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrebbe colpire le imbarcazioni utilizzate per eludere le restrizioni già in vigore sul commercio di idrocarburi russi, andando a incidere direttamente sui flussi

Finanziari che alimentano lo sforzo bellico di Mosca.

"Risponderemo con la stessa moneta", le parole del presidente

Intervenendo direttamente sulla questione, Putin ha dichiarato che, qualora la decisione venisse effettivamente messa in pratica, la Russia si vedrà costretta a rispondere con misure analoghe, specificando che la rappresaglia non avverrà necessariamente nelle acque in cui sono previsti i raid contro le navi russe ma, piuttosto, "ovunque lo riterremo necessario e opportuno, ovunque, anche all'interno dell'area di responsabilità della Flotta del Pacifico", come riportato dall'agenzia di stampa Tass, sottolineando in questo modo l'assenza di limiti geografici nella potenziale risposta di Mosca.

Le implicazioni per la navigazione mercantile globale

La prospettiva di una reazione russa che si traduca in azioni di contrasto indiscriminate contro il naviglio mercantile di bandiera europea solleva interrogativi sulla sicurezza delle rotte commerciali internazionali e sul rischio di un'escalation che potrebbe coinvolgere non solo le acque territoriali ma anche quelle internazionali, dove la libertà di navigazione è storicamente garantita da accordi multilaterali, e getta un'ombra sulle già tese relazioni tra Mosca e l'Occidente, in un contesto in cui le sanzioni continuano a rappresentare lo strumento principale per esercitare pressione sul

Governo del Cremlino a causa del conflitto in Ucraina, ormai protrattosi per oltre due anni.

Le dichiarazioni del presidente russo, rese durante un'apparizione pubblica di forte impatto simbolico a bordo dell'unità navale di punta della flotta del Pacifico, segnano quindi un ulteriore inasprimento del confronto verbale tra le parti, e lasciano intendere che Mosca sia pronta a giocare la carta della ritorsione simmetrica per dissuadere l'Unione Europea dall'attuare il piano di sequestro, considerato dal Cremlino come un atto di pirateria che legittimerebbe qualsiasi contromossa, anche la più eclatante, per proteggere i propri interessi economici e la propria flotta mercantile.

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