Germania, l’AfD a un passo dal governo in Sassonia-Anhalt: il partito di estrema destra candida un ex ufficiale della Stasi
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Redazione Esteri
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Per intercettare le prime scosse del possibile terremoto politico che minaccia di far tremare l’intera Unione europea, è utile partire da qui. Da questo comune di 24.000 abitanti della Sassonia-Anhalt che si chiama Zeitz e si affaccia sulle rive del fiume Elster Bianco, a una quarantina di chilometri da Lipsia. Alle quattro del pomeriggio, c'è già una lunga fila al centro dell'Altmarkt, il mercato storico, dove i manifestanti si radunano per protestare contro la deriva populista che potrebbe travolgere il loro Land.
La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 6 settembre, quando i cittadini della Sassonia-Anhalt saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo parlamento regionale; e proprio in questa regione, ex cuore della Germania Est, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) potrebbe scrivere una pagina inedita della storia della Repubblica federale, conquistando per la prima volta la guida di un governo locale.
L’ex agente della Stasi in lista e la guerra culturale sul Bauhaus
La strategia dell’AfD per il voto del 6 settembre passa anche attraverso scelte di rottura dal forte impatto simbolico, a partire dalla candidatura nelle proprie liste di Frank-Ronald Bischoff, un ex ufficiale della Stasi che oggi ha 78 anni. L'uomo, che dal 1977 al 1989 ha operato sotto copertura come ufficiale in missione speciale per l'ufficio per gli Affari interni nel distretto di Halberstadt, si è reso protagonista di un'attività di raccolta di informazioni sui cittadini della Repubblica Democratica Tedesca che intendevano espatriare.
La scelta di includere Bischoff nella lista regionale e nel collegio di Wernigerode rappresenta una provocazione nei confronti di una società che ancora oggi porta le cicatrici della dittatura comunista, e che fatica a riconoscersi in un partito che strizza l'occhio a una delle istituzioni più odiate della Ddr.
Ma non è l'unico fronte della battaglia culturale che il partito intende scatenare: a Dessau, dove un secolo fa nacque il Bauhaus, la celebre scuola di architettura e design chiusa dai nazisti, l'AfD ha scelto di riaccendere i riflettori su un'altra polemica, quella riguardante l'eredità culturale del Novecento e il suo insegnamento nelle aule scolastiche, con l'obiettivo dichiarato di promuovere una svolta "patriottica" che ridefinisca i canoni dell'istruzione e dell'arte.
Ulrich Siegmund e la sfida per la presidenza del Land
Il vero volto di questa offensiva politica è rappresentato da Ulrich Siegmund, che non è certo un comparsa, ma il capolista dell'AfD per le elezioni regionali. Secondo gli ultimi sondaggi, il partito viaggia oltre il 40% dei consensi in Sassonia-Anhalt, e Siegmund potrebbe diventare il primo presidente di un governo regionale dell'AfD mai visto nella storia della Repubblica federale di Germania.
In un contesto politico in cui la distinzione tra destra conservatrice ed estrema destra non è una mera questione accademica, ma una linea di demarcazione che attiene ai valori fondamentali della democrazia e al suo stesso funzionamento, la candidatura di Siegmund assume un peso che va ben oltre i confini territoriali del Land.
La sua ascesa, se confermata dai risultati elettorali, rappresenterebbe un vero e proprio spartiacque, alimentando le preoccupazioni degli osservatori europei che vedono nella crescita dell'AfD un sintomo di un malessere più profondo, capace di influenzare le prossime scadenze elettorali federali e di mettere in discussione l'assetto dell'intero continente.
La campagna elettorale si gioca anche sul terreno del consenso popolare, come dimostrano le proteste dei commercianti di Magdeburgo, che hanno sollevato la loro voce contro l'ascesa dell'estrema destra, temendo per la reputazione e la stabilità economica della regione.
Zeitz, il termometro della protesta e le voci dalla radio
La tensione che si respira in queste ore è palpabile, e Zeitz si conferma come il termometro di una regione divisa, dove la paura per il futuro si mescola alla rabbia per un passato recente che non riesce a trovare pace. Gli appuntamenti dedicati all'approfondimento di questi temi si moltiplicano: il giornalista Lorenzo Monfregola, che scrive per testate come “Il Foglio”, “Aspenia”, “Limes” e “Le Grand Continent”, sarà ospite di “Radio3 Mondo” venerdì 28 agosto alle 11.00 su Rai Radio3, insieme a Costanza Spocci, per discutere proprio del ruolo del Bauhaus e della guerra culturale che l'AfD intende scatenare. In un clima di crescente incertezza, gli occhi degli osservatori politici sono puntati su questo piccolo comune della Sassonia-Anhalt, dove la lunga fila davanti al centro dell'Altmarkt non è solo un gesto di dissenso, ma il segnale che qualcosa si sta muovendo nelle viscere della democrazia tedesca.
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