La sfida dell’AfD in Sassonia-Anhalt: egemonia culturale e rischio neonazista
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Redazione Esteri
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La campagna elettorale per le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, in programma il 6 settembre, si sta rivelando un crocevia cruciale non solo per il land ma per l'intera Germania e, forse, per l'Europa. A contendersi la scena politica è in primo luogo Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra che, secondo i sondaggi, veleggia oltre il 40% dei consensi, distanziando in modo significativo i cristiano-democratici del cancelliere Friedrich Merz, fermi intorno al 24%.
Una vittoria dell'AfD rappresenterebbe un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica Federale Tedesca: per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, un partito classificato come estremista di destra da diversi uffici per la protezione della costituzione, tra cui quello dello stesso land dal 2023, potrebbe conquistare la guida di uno stato federato, con tutto ciò che ne consegue in termini di controllo su servizi chiave come polizia, istruzione e cultura.
L'offensiva culturale e il fantasma dell'egemonia
Al centro della strategia politica dell'AfD in Sassonia-Anhalt c'è un attacco frontale a ciò che il partito considera un'eccessiva egemonia culturale, percepita come estranea a un sufficiente grado di germanità. Un bersaglio simbolico di questa offensiva è la Bauhaus, la celebre scuola di design fondata a Dessau un secolo fa nella Repubblica di Weimar da Walter Gropius.
La direttrice della fondazione Bauhaus Dessau, Barbara Steiner, ha denunciato in un'intervista al Guardian la deriva del dibattito, affermando che l'obiettivo è contrastare quella che viene bollata come un'egemonia culturale, una minaccia ritenuta particolarmente insidiosa. Il paradosso, sottolineano i critici, è che proprio la Bauhaus ha rappresentato e rappresenta tuttora un'egemonia culturale di respiro globale, influenzando profondamente il design contemporaneo, dagli oggetti di uso comune come quelli di Ikea fino all'estetica minimalista dei prodotti Apple.
L'operazione dell'AfD, che evoca il tentativo di epurare la memoria e l'identità tedesca dalle "scorie progressiste" del passato, si inserisce in un copione noto di ultra-nazionalismo strumentale, che spesso finisce per non riconoscere nemmeno i reali motivi di orgoglio nazionale.
Il revisionismo storico e la "memoria" come campo di battaglia
La proposta dell'AfD non si ferma all'estetica ma investe il cuore dell'educazione e della memoria storica. Il programma del partito per il land prevede una revisione del curriculum di storia nelle scuole, con l'obiettivo dichiarato di ridurre il peso dello studio del nazionalsocialismo per concentrarsi maggiormente sul periodo precedente, quello definito dei "poeti e pensatori".
Hans-Thomas Tillschneider, l'ideatore del programma, ha riassunto l'obiettivo con la formula "More Bismarck, less Hitler" (Più Bismarck, meno Hitler), suggerendo un'inversione delle priorità nella narrazione storica tedesca. Per i sostenitori dell'AfD, come il settantenne Gerd incontrato in un comizio a Querfurt, la Seconda Guerra Mondiale è un evento lontano che "non ha più niente a che fare con noi".
Per i critici, invece, si tratta di un tentativo di ridimensionare le responsabilità storiche della Germania, una tendenza già emersa in passato con dichiarazioni di esponenti del partito che hanno banalizzato l'era nazista. L'AfD, da parte sua, respinge le accuse di estremismo e nega qualsiasi paragone con il nazionalsocialismo, presentandosi piuttosto come portavoce di un'orgogliosa e necessaria riscoperta delle radici nazionali.
Il volto della sfida: Siegmund e la paura delle "valigie pronte"
L'uomo che potrebbe diventare il primo ministro-presidente dell'AfD in Sassonia-Anhalt è Ulrich Siegmund, un trentacinquenne ex venditore di deodoranti per ambienti che, con un uso sapiente dei social media e una comunicazione energica, è diventato una vera e propria star del partito. La sua ascesa è tanto rapida quanto controversa: il settimanale Der Spiegel lo ha recentemente definito "l'uomo più pericoloso della Germania".
Siegmund difende l'agenda patriottica del partito, descrivendola come "la cosa più normale del mondo" e promettendo di restituire ai tedeschi un sentimento di orgoglio per la loro storia "nella sua interezza, con tutti i suoi alti e bassi". Nel frattempo, tra le persone con origini straniere che vivono nel land, l'avanzata dell'AfD sta seminando un profondo senso di insicurezza. L'associazione Rete delle Organizzazioni dei Migranti della Sassonia-Anhalt (LAMSA) ha descritto il clima con un'immagine potente: molti "stanno con le valigie pronte".
La deputata dei Verdi Awet Tesfaiesus, nata in Eritrea, ha spiegato che per chi è vittima di razzismo queste elezioni non sono "delle elezioni qualsiasi", perché mettono in gioco una domanda concreta e drammatica: quanto ci si può sentire al sicuro in questa società e se si verrà riconosciuti come parte di essa.
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