Sassonia-Anhalt, il veto di Merz e il piano dell’Afd per il primo governo regionale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Friedrich Merz non sembra avere un piano in tasca. Oppure è un attore degno di Oscar che ha ingannato anche i più fini commentatori berlinesi: la maggior parte degli osservatori della Berlino politica è infatti fortemente perplessa dalla strategia su AfD (o mancanza di strategia) del cancelliere. Tornato solo di recente dalle sue lunghe vacanze, il capo dell’esecutivo che rimbrotta i tedeschi perché non lavorano abbastanza è andato finalmente in Sassonia-Anhalt dove il suo partito non solo rischia di perdere il governo, ma anche di agevolare l’arrivo del primo esecutivo AfD.

Il nodo centrale della questione, come emerge da più voci, risiede nell’Unvereinbarkeitsbeschluss, la regola che vieta alla Cdu qualsiasi alleanza con l’estrema destra ma anche con la Linke, precludendo di fatto la formazione di una coalizione alternativa in grado di isolare l’Afd[1].

Il muro contro la Linke e il rischio dell’esecutivo AfD

La ragione dell’impasse è chiara: per controbilanciare la furia dell’estrema destra, che pure potrebbe mancare la maggioranza assoluta al parlamentino se Spd e Verdi dovessero superare la soglia di sbarramento, sarebbe necessaria una coalizione che metta assieme tutte le forze a sinistra di AfD. Un'operazione resa impossibile, tuttavia, dal veto incrollabile di Merz nei confronti della sinistra radicale. Esclusa questa strada, non è chiaro quale possa essere la strategia della Cdu per «evitare che la Sassonia-Anhalt vada agli estremisti»[1].

Nell’ultima intervista al servizio pubblico, il cancelliere ha lasciato il segno più per la sua cravatta decorata con tartarughe che per le sue parole, limitandosi a suggerire che un governo estremista potrebbe allontanare gli investitori dal Land, senza però annunciare un'inversione di rotta significativa[1].

Il “piano di governo” da 156 pagine e il modello Trump

Mentre la Cdu appare impantanata nelle proprie contraddizioni, l’Alternative für Deutschland si prepara a governare con un programma tanto dettagliato quanto radicale. Si tratta del manifesto di Magdeburgo, 156 pagine divise in 16 capitoli con 302 misure, che i vertici del partito hanno definito la loro “Visione 2026”. Un piano che, secondo gli osservatori, presenta inquietanti parallelismi con il Project 2025 statunitense, il progetto di riorganizzazione dell'amministrazione voluto da Donald Trump.

L’obiettivo dichiarato non è una semplice alternanza, ma una vera e propria “disrupture” delle norme democratiche e degli apparati statali, partendo dall’azzeramento dei vertici della pubblica amministrazione[5].

Remigrazione, sicurezza e cancellazione della memoria storica

Il cuore del programma rimane la lotta all’immigrazione, con la promessa di una “cultura dell’addio” (espulsione) che dovrebbe sostituire quella dell’accoglienza e l’obiettivo di rimpatriare i migranti irregolari, incluso, secondo alcune interpretazioni, un piano per sostituirli con studenti russi.

A livello locale, il candidato di punta Ulrich Siegmund ha già annunciato un intervento radicale sulla sicurezza, promettendo di riconvertire l’Ufficio per la protezione della Costituzione (il servizio di intelligence interno) a una funzione esclusivamente repressiva, abbandonando la vigilanza sull'estremismo politico che attualmente vede l'AfD classificata come organizzazione di estrema destra accertata.

A questo si aggiungono proposte che colpiscono la sfera sociale e culturale, come il tentativo di mettere un freno all’educazione storica sul nazismo, definita “nevrosi” che impedirebbe la formazione di un'identità nazionale stabile.

In questo contesto, l'ombra della storia pesa in modo inquietante. A Bernburg, in Sassonia-Anhalt, si trova infatti uno dei memoriali più toccanti della Germania: l'ex istituto di eutanasia nazista dove, tra il 1940 e il 1942, furono assassinato circa 14.000 persone, tra cui Mary Pünjer, una donna ebrea e lesbica selezionata per il programma di “trattamento speciale 14f13”.

Oggi, di fronte alla possibile vittoria di un partito che vuole “superare” la memoria del passato, la direzione del memoriale registra il tutto esaurito per le visite scolastiche fino al 2027, a testimoniare una tensione tra la società civile e un progetto politico che sembra voler chiudere i conti con quel capitolo di storia[15].

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