Sassonia-Anhalt, AfD conquista la presidenza del parlamento regionale: primo caso in Germania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un mese dopo il voto che ha ridisegnato gli equilibri politici della Sassonia-Anhalt, il parlamento regionale di Magdeburgo ha eletto Tobias Rausch alla presidenza. L'esponente di Alternative für Deutschland, 35 anni, ha ottenuto 48 voti su 82 schede valide, con 29 contrari e 5 astensioni. È la prima volta nella storia della Repubblica Federale Tedesca che un politico di un partito classificato come estremista di destra dal Verfassungsschutz, l'agenzia per la protezione della Costituzione, assume la guida di un parlamento regionale.

I numeri che hanno consegnato la presidenza all'AfD

Il risultato ha superato le stesse previsioni della vigilia. L'AfD dispone di 39 seggi, il BSW di Sahra Wagenknecht di 5: una somma che si ferma a 44, quattro in meno dei voti effettivamente raccolti da Rausch. Il BSW aveva annunciato pubblicamente il proprio sostegno al candidato dell'ultradestra, invocando la tradizione parlamentare secondo cui la presidenza spetta alla forza politica più votata.

I restanti voti sono arrivati da ambienti che la stessa AfD indica come provenienti dalle file della CDU, circostanza che il neoeletto ha confermato in un'intervista al portale Nius.

La seduta costitutiva si è svolta mentre all'esterno centinaia di persone manifestavano in piazza del duomo contro la nomina. L'elezione di Rausch segna la caduta del cosiddetto Brandmauer, il cordone sanitario che fino a oggi aveva tenuto l'AfD fuori dalle cariche istituzionali. Il partito aveva conquistato il 43,8 per cento dei voti alle elezioni del 6 settembre, più che raddoppiando il risultato del 2021, con un'affluenza record del 77,8 per cento.

Chi è Tobias Rausch

Rausch, immobiliarista di formazione, siede nel parlamento regionale della Sassonia-Anhalt da dieci anni. È segretario generale della AfD locale e dal 2021 ricopre l'incarico di direttore parlamentare del gruppo consiliare. All'interno della sua formazione politica è considerato un abile tessitore di alleanze e una persona di fiducia di Ulrich Siegmund, il candidato di punta che ha guidato il partito alla vittoria elettorale e che ora punta alla carica di ministro-presidente.

Lo stesso Rausch ha dichiarato di voler improntare la propria azione di presidente al principio di un confronto aspro sui contenuti ma rispettoso sulle persone.

Il ruolo che assume non è meramente rappresentativo. Il presidente del Landtag, come stabilito dalla normativa regionale, esercita il potere di polizia all'interno dell'edificio parlamentare, presiede le sedute, vigila sul rispetto del regolamento e può comminare richiami all'ordine o allontanare i deputati dall'aula. Decide inoltre sull'organizzazione dei lavori e sulle nomine di vertice, comprese quelle relative alla Corte dei conti regionale.

La reazione della CDU e lo sguardo a dicembre

Il gruppo dirigente della CDU in Sassonia-Anhalt aveva raccomandato ai propri 15 deputati di astenersi. Il capogruppo Sven Schulze, ancora in carica come ministro-presidente uscente, ha dichiarato di non poter spiegare da dove siano giunti i voti supplementari, trattandosi di scrutinio segreto. Schulze ha sostenuto che nessuno dei suoi aveva annunciato l'intenzione di votare a favore di Rausch.

La vicepresidente federale della CDU, Karin Prien, ha definito "assolutamente inaccettabile" l'ipotesi che colleghi di partito abbiano contribuito all'elezione, ricordando l'esistenza di delibere chiare in senso contrario.

Il segretario generale della SPD, Klüssendorf, ha chiesto alla CDU di chiarire immediatamente le responsabilità interne, definendo quella scelta "fatale". Il leader dei socialdemocratici Klingbeil ha parlato di una rottura di un tabù.

L'attenzione si sposta ora sulla seduta di dicembre, quando il parlamento sarà chiamato a eleggere il nuovo ministro-presidente. Siegmund ha annunciato la propria candidatura e ha detto di puntare a una maggioranza al primo scrutinio, senza voler ricorrere al terzo turno dove basterebbe la maggioranza semplice dei voti espressi. Rausch, dal canto suo, ha lasciato intendere che i voti che lo hanno portato alla presidenza potrebbero ripetersi anche per l'elezione del capo dell'esecutivo regionale, parlando di un'intesa già raggiunta.

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