La vittoria dell'AfD in Sassonia-Anhalt scuote la Germania e accende il dibattito in Europa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'esito del voto regionale in Sassonia-Anhalt, dove l'Alternative für Deutschland ha ottenuto un risultato storico, continua a riverberare nelle stanze del potere tedesco ed europeo, provocando reazioni politiche in un arco che va dall'ex presidente della Camera italiana Fausto Bertinotti fino al cancelliere Friedrich Merz, passando per le valutazioni del capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza.

La lettura di Bertinotti: un fenomeno che investe l'Occidente

Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera, intervenendo al Dubbio, ha inquadrato l'affermazione del partito di estrema destra come la manifestazione di una tendenza profonda che interroga l'intera modernità occidentale, sottolineando come la sinistra abbia sottovalutato il peso dell'ideologia ma rilevando al contempo come segnali in controtendenza, come le grandi piazze di protesta per Gaza, dovrebbero indurre la politica a un sussulto per ascoltare le istanze che emergono dalla società civile.

La posizione di Fidanza: due priorità per l'Unione europea

Dal canto suo Carlo Fidanza, che guida la delegazione di Fratelli d'Italia a Strasburgo e siede come vicepresidente del partito dei Conservatori e dei Riformisti europei, ha colto l'occasione per rilanciare la necessità di un'accelerazione su due dossier considerati cruciali: la lotta alla desertificazione industriale e una gestione più ordinata dei flussi migratori.

Il politico italiano, interpellato in merito alla reazione di Bruxelles, ha definito "antidemocratico" il cordone sanitario applicato nei confronti delle forze sovraniste, ritenendo che tale atteggiamento serva unicamente a coprire una spartizione di poltrone, e ha ribadito la differenza sostanziale tra il suo gruppo, l'Ecr, e le altre formazioni di destra europea, fondata su una chiara collocazione atlantista e su un approccio costruttivo verso l'Unione, che si intende cambiare dall'interno senza rigettarla in toto.

Lo scontro diretto al Bundestag tra Merz e Weidel

Lo scontro più aspro e diretto si è consumato tuttavia nell'aula del Bundestag, dove il cancelliere Friedrich Merz ha attaccato frontalmente la co-presidente dell'AfD, Alice Weidel, nel corso del dibattito parlamentare seguito al voto di domenica.

Merz, la cui Unione Cristiano-Democratica è crollata al 17,2% dei consensi, ha etichettato l'AfD come una "forza distruttiva" che disprezza le istituzioni democratiche, accusandola di essere schierata al fianco della Russia e di perseguire con la sua politica sulla remigrazione una forma di "pulizia etnica" che avrebbe conseguenze devastanti per l'economia tedesca. Il leader della Cdu, visibilmente sotto pressione per il tracollo del suo partito, ha escluso che l'AfD possa mai ottenere la maggioranza assoluta in Germania.

La risposta di Alice Weidel non si è fatta attendere: rivolta al cancelliere, ha dichiarato che "il suo tempo è scaduto", interpretando il voto in Sassonia-Anhalt come un chiaro verdetto popolare che sancisce la fine del governo "nero-rosso" e un mandato per un cambiamento politico radicale. I toni accesi del dibattito hanno costretto la presidente del Parlamento tedesco a richiamare più volte i deputati all'ordine.

Numeri e scenari politici di un voto epocale

Nel dettaglio dei risultati ufficiali, l'AfD ha conquistato il 43,8% delle preferenze, più che raddoppiando il suo risultato del 2021, e può contare su 39 seggi dei 83 che compongono il parlamento regionale di Magdeburgo, una cifra che non basta però per ottenere la maggioranza assoluta.

I flussi elettorali mostrano che il partito di estrema destra ha saputo attrarre un numero considerevole di ex elettori della Cdu e soprattutto mobilitare molti astensionisti, segno di una capacità di intercettare un malcontento trasversale in un territorio che ha pagato un prezzo alto alla deindustrializzazione. La governabilità dello Stato federale resta ora appesa a possibili equilibri con il BSW, l'alleanza di Sahra Wagenknecht, unica formazione a non aver escluso a priori una collaborazione con l'AfD.

Le prossime elezioni di Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, in programma il 20 settembre, saranno decisive per capire se la vittoria in Sassonia-Anhalt sia un episodio circoscritto o l'anticipazione di un'ondata che potrebbe investire la politica federale.

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