AfD in Sassonia-Anhalt, la svolta culturale che riscrive il passato
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Redazione Esteri
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L’AfD in Sassonia-Anhalt supera il 40% nei sondaggi e punta a conquistare il governo regionale con un programma che promette una svolta “patriottica” nella cultura e nell’istruzione. Il voto del 6 settembre si presenta così come un passaggio politico di grande rilievo, mentre il programma elettorale del partito mette al centro anche una diversa lettura della storia, la separazione delle classi e tagli ai musei. Il contrasto emerge già a Magdeburgo, dove le proposte vengono osservate tra le mura colorate della Grüne Zitadelle, l’eccentrico complesso architettonico con pareti irregolari e alberi sul tetto progettato dall’artista austriaco Friedensreich Hundertwasser poco prima di morire. La sede del parlamento regionale è vicinissima, ma il confronto politico evocato dal programma riguarda direttamente il rapporto della Germania con cultura, istruzione e memoria.
AfD al 40% in Sassonia-Anhalt, CDU distante nei sondaggi
I numeri del sondaggio ZDF-Politbarometer pubblicato il 28 agosto mostrano un vantaggio netto dell’AfD, indicata al 40%, mentre la CDU si ferma al 23%. Più indietro si collocano Die Linke al 13%, la SPD al 9% e i Verdi al 6%. BSW e FDP risultano entrambe al 3%, una percentuale che le espone al rischio di restare fuori dal parlamento regionale. È questo scenario a rendere particolarmente rilevante la piattaforma con cui l’AfD si presenta al voto del 6 settembre: l’obiettivo non è soltanto rafforzare la propria presenza politica, ma arrivare alla guida del Land e tradurre in azione di governo una trasformazione dichiarata anche nei settori della cultura e della scuola.
Wolfgang Merkel descrive l’eventuale arrivo di un governatore AfD in Sassonia-Anhalt come un passaggio capace di peggiorare il clima politico in Germania, pur senza produrre necessariamente conseguenze politiche immediate di grande portata. Secondo Merkel, il punto di rottura riguarderebbe soprattutto la tradizione tedesca di esclusione dei partiti di estrema destra, legata all’eredità degli anni del regime nazista. Allo stesso tempo, considera un eventuale divieto del partito una scelta autoritaria e imprudente: una decisione di questo tipo, sostiene, potrebbe provocare resistenza, anche violenta, e dare ulteriore impulso all’attività delle frange estremiste. Il risultato elettorale assume quindi un significato che supera i rapporti di forza all’interno del solo parlamento regionale.
Dal Bauhaus alla scuola, la battaglia sulla cultura e sulla memoria
La dimensione culturale della sfida emerge con particolare forza a Dessau, luogo in cui un secolo fa nacque il Bauhaus, la scuola di architettura e design che venne chiusa dai nazisti. Proprio il Bauhaus torna ora al centro di una nuova guerra culturale, mentre l’AfD propone di intervenire sulla rappresentazione del passato e sull’organizzazione dell’istruzione. La storia riscritta, le classi separate e i tagli ai musei diventano così elementi di una piattaforma politica che punta a ridefinire il modo in cui il Land affronta identità, memoria e formazione. Il programma parla di una svolta “patriottica”, e il confronto con un luogo simbolico come Dessau rende visibile il legame tra la competizione elettorale e la discussione sul ruolo delle istituzioni culturali.
Il tema sarà affrontato anche a “Radio3 Mondo”, dove Costanza Spocci parlerà del Bauhaus e del passato che l’AfD vuole “riarredare”. L’appuntamento è indicato per venerdì 28 agosto alle 11.00 su Rai Radio3, con Lorenzo Monfregola, giornalista freelance che scrive per “Il Foglio”, “Aspenia”, “Limes”, “Le Grand Continent” e Valigia Blu. Il riferimento al Bauhaus non rappresenta soltanto uno sfondo storico: si inserisce direttamente nella discussione sulle proposte culturali dell’AfD e sulla possibile trasformazione delle politiche pubbliche del Land. Con il partito nettamente avanti nei sondaggi, cultura, istruzione e rapporto con il passato entrano così nel cuore della competizione per il governo della Sassonia-Anhalt.
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