Sassonia-Anhalt, l'AfD conquista la presidenza del Parlamento: Tobias Rausch eletto con i voti del BSW

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Landtag della Sassonia-Anhalt ha un presidente espressione di Alternative für Deutschland. Tobias Rausch, 35 anni, è stato eletto alla guida dell'assemblea legislativa di Magdeburgo con 48 voti a favore, 29 contrari e 5 astensioni. È la prima volta nel dopoguerra che un esponente dell'estrema destra tedesca assume la presidenza di un Parlamento regionale, un esito reso possibile dal venir meno del cosiddetto "Brandmauer", il cordone sanitario che finora aveva isolato l'AfD nelle istituzioni federali.

Il ruolo determinante del BSW

A spianare la strada a Rausch è stato il sostegno annunciato dell'Alleanza di Sahra Wagenknecht. Il partito, che conta cinque seggi nel Landtag, aveva reso nota in anticipo la propria intenzione di votare per il candidato dell'AfD, mantenendo poi la promessa nell'urna. I numeri dell'elezione raccontano però una storia più complessa: Rausch ha ottenuto quattro voti in più rispetto ai 44 complessivi di AfD e BSW, un margine che suggerisce come almeno quattro deputati di altre formazioni abbiano scelto di sostenerlo nel segreto dell'urna.

La frazione della CDU aveva indicato ai propri quattordici consiglieri di astenersi, ma le cinque astensioni registrate non coprono l'intera delegazione cristianodemocratica, alimentando illazioni su una possibile defezione interna. Il capogruppo Sven Schulze ha dichiarato che l'origine dei voti aggiuntivi non è verificabile, mentre il segretario generale della SPD Tim Klüssendorf ha chiesto alla CDU di chiarire pubblicamente chi, tra le sue file, abbia ritenuto opportuno sostenere la nomina.

Il crollo del cordone sanitario

L'elezione di Rausch giunge a un mese di distanza dal voto regionale del 6 settembre, quando l'AfD ha sfiorato la maggioranza assoluta con il 43,8 per cento delle preferenze, più che raddoppiando il risultato del 2021, e la CDU è precipitata al 17,2 per cento. Con 39 seggi su 83, il partito di estrema destra non poteva eleggere da solo il presidente dell'assemblea, ma l'apporto del BSW si è rivelato decisivo.

Il partito di Wagenknecht, che si definisce conservatore su temi come l'immigrazione e critico verso le forniture di armi all'Ucraina, aveva già segnalato la propria disponibilità a collaborare con l'AfD in quella che molti osservatori leggono come una progressiva erosione del muro politico costruito attorno all'estrema destra. Nel suo primo discorso da presidente, Rausch ha affermato che "l'era dei cordoni sanitari politici è finita" e ha promesso che eserciterà il proprio ruolo senza distinzioni di parte.

Hans-Thomas Tillschneider, esponente di punta dell'ala più radicale dell'AfD, è stato eletto vicepresidente con 44 voti.

Le reazioni a Magdeburgo e a Berlino

Davanti alla sede del Landtag, diverse centinaia di persone si sono radunate per manifestare contro l'elezione, leggendo ad alta voce i venti articoli della Legge fondamentale tedesca. La capogruppo dei Verdi in Sassonia-Anhalt, Susan Sziborra-Seidlitz, ha parlato di "un limite superato" e ha annunciato che la sua formazione difenderà "la libertà e la dignità umana" di fronte a una possibile assunzione di responsabilità di governo da parte dell'AfD.

La presidente del gruppo della Linke al Bundestag, Heidi Reichinnek, ha attribuito parte della responsabilità alla CDU, definendo quella di Rausch "la tappa successiva verso la presa del potere da parte di un partito che è l'erede spirituale di coloro che condussero il Paese nel suo periodo più buio". Sul fronte opposto, Sahra Wagenknecht ha dichiarato che l'elezione di Ulrich Siegmund a ministro-presidente della Sassonia-Anhalt, prevista per dicembre, è ora "diventata probabile".

L'arresto dell'ex capo del BND

A poche ore di distanza dalla seduta inaugurale di Magdeburgo, un'altra notizia ha scosso il panorama politico tedesco: l'arresto di August Hanning, ex direttore del Bundesnachrichtendienst dal 1998 al 2005. L'uomo, ottantenne, è accusato di spionaggio di segreti di Stato, tradimento e spionaggio a favore di una potenza straniera. Secondo la procura federale, Hanning avrebbe ottenuto per anni documenti classificati da Manfred D., suo ex capo di gabinetto rimasto in servizio presso il servizio segreto fino al marzo 2026, in cambio di denaro.

Il materiale sarebbe stato utilizzato per l'attività di consulenza privata dell'ex direttore, che in almeno un'occasione avrebbe redatto un'analisi destinata a un funzionario di un servizio straniero. Gli inquirenti hanno confermato l'arresto di entrambi gli indagati, precisando che le perquisizioni sono scattate nel quadro di un'inchiesta su un caso di cronaca che aveva già portato all'attenzione degli investigatori la società di consulenza presso cui Hanning operava.

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