Il rogo del Sunset a Palmi, la Procura smentisce l'arresto ma un uomo è iscritto nel registro degli indagati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le fiamme che domenica 8 marzo hanno divorato il Sunset Beach Club, lo storico lido-ristorante affacciato sulla Tonnara di Palmi, continuano a essere al centro di un’indagine serrata condotta dai Carabinieri della locale Stazione, il tutto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi. Se nelle ore immediatamente successive al rogo, che per la sua violenza e rapidità di propagazione era apparso sin da subito di chiara matrice dolosa, si erano rincorse voci e notizie, talvolta contrastanti, riguardanti un fermo, è arrivata una netta precisazione dall’autorità giudiziaria. Gli inquirenti, pur confermando l’esistenza di un’indagine a carico di una persona, hanno tenuto a sottolineare come non sia stato ancora adottato alcun provvedimento cautelare, smentendo di fatto le indiscrezioni che parlavano di un arresto già eseguito.

Il diverbio con il titolare e la frase minacciosa “tu non sai chi sono io”

Un passaggio cruciale, su cui gli investigatori stanno concentrando i loro approfondimenti, riguarda un episodio avvenuto poco prima che il locale venisse avvolto dalle fiamme. Lo stesso co-titolare del Sunset, Domenico Lamanna, ha riferito ai microfoni della Rai di un alterco avuto con un uomo del posto. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione fornita, pretendeva di entrare nella struttura nonostante non vi fossero più posti disponibili, vista l’affluenza legata alla cena per la Festa della Donna. Al rifiuto, l’individuo avrebbe reagito in modo aggressivo, pronunciando una frase dal chiaro tenore minaccioso: “tu non sai chi sono io”, per poi allontanarsi. Un episodio, questo, che gli inquirenti stanno vagliando con attenzione, cercando riscontri oggettivi nei filmati dei sistemi di videosorveglianza e nelle testimonianze dei presenti, per comprendere se da quel litigio, apparentemente marginale, possa essere scaturita la determinazione a compiere un gesto tanto estremo.

Le indagini tecniche e la ricerca della verità tra le macerie della Tonnara

Parallelamente all’analisi del comportamento umano, un lavoro certosino e meticoloso viene portato avanti dai tecnici dei Vigili del Fuoco, chiamati a setacciare quel che resta della struttura balneare. L’obiettivo è duplice: da un lato, comprendere con esattezza la dinamica dell’incendio e il punto preciso in cui questo ha avuto origine; dall’altro, isolare eventuali tracce di sostanze acceleranti che possano confermare la natura dolosa del rogo. Non si tratta soltanto di accertare la dinamica di domenica sera, ma anche di verificare se, nei giorni o nelle settimane precedenti, si siano verificati altri episodi sospetti riconducibili alla stessa struttura, un aspetto che gli investigatori non intendono tralasciare nella loro ricostruzione dei fatti. La Procura, al momento, mantiene il massimo riserbo sugli atti istruttori, mentre i Carabinieri continuano a visionare i video girati la sera dell’incendio, nella speranza di trovare un’immagine che possa fornire una svolta decisiva alle indagini.

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