Confermata l'assoluzione della famiglia Mottola nel caso di Serena Mollicone
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Redazione Interno
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Il caso di Serena Mollicone, la 18enne scomparsa nel 2001 e ritrovata cadavere due giorni dopo, ha visto un nuovo sviluppo. La Corte d'Assise d'Appello di Roma ha assolto, in secondo grado, Franco Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco, nonché i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale, dall'accusa di omicidio e sequestro di persona aggravato.
La sentenza
La sentenza di assoluzione pronunciata oggi dai giudici di Appello riconferma quella di primo grado emessa nel 2022. Dopo 23 anni, l'assassino di Serena Mollicone non ha ancora un nome. I giudici della corte d'Assise d'Appello di Roma hanno letto il dispositivo con cui i componenti della famiglia Mottola, accusati a vario titolo del delitto, sono stati assolti per la seconda volta.
Reazioni alla sentenza
Marco Mottola, a margine della sentenza di assoluzione, ha espresso la sua rabbia verso i media. "C'è rabbia, rabbia. Per la legge sono innocente, per voi no. La maggior parte di voi giornalisti accusa prima delle sentenze", ha dichiarato. Ha inoltre aggiunto che, nonostante la sentenza, non c'è pace per la famiglia a causa di ciò che hanno dovuto passare.
Prossimi passi
Maria Tuzi, figlia del brigadiere Tuzi, ha espresso la sua delusione per la sentenza. "C'erano gli elementi per chiudere il cerchio. Valuteremo cosa fare, non so se c'è ancora forza per combattere", ha dichiarato. Il caso, quindi, non sembra essere ancora concluso e potrebbero esserci ulteriori sviluppi in futuro.




