Investimenti sostenibili 4.0, da ottobre 448 milioni per le Pmi del Sud

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È stato firmato il decreto che dà il via alla misura "Investimenti sostenibili 4.0", un pacchetto di incentivi del valore di 448 milioni di euro destinato a sostenere la transizione tecnologica e ambientale delle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno. Le risorse, che ammontano precisamente a 447.595.808,76 euro, interesseranno le aziende operanti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Una fetta consistente del budget, pari al 25%, è stata riservata in via esclusiva alle micro e piccole imprese, un dettaglio non secondario che sottolinea l'attenzione del legislatore verso le realtà produttive di minori dimensioni, spesso le più bisognose di sostegno finanziario per affrontare le sfide della modernizzazione.

Come funzionano le agevolazioni e a chi sono destinate

L'intervento rientra nel più ampio quadro del Piano Transizione 4.0 e ha l'obiettivo di incentivare programmi di investimento ad alto contenuto tecnologico e sostenibile. Le agevolazioni saranno erogate sotto forma di un mix di contributo a fondo perduto, nello specifico un contributo in conto impianti, e un finanziamento agevolato, coprendo complessivamente fino al 75% della spesa ritenuta ammissibile. La quota esatta del contributo, tuttavia, non è fissa ma viene modulata in base alle dimensioni dell'impresa beneficiaria.

Per le micro e piccole imprese, il contributo a fondo perduto copre il 50% della spesa, al quale si aggiunge un finanziamento agevolato per un ulteriore 25%. Per le imprese di media dimensione, invece, il contributo scende al 40%, mentre la quota di finanziamento agevolato sale al 35%.

Tempi e modalità di presentazione delle domande

Il cronoprogramma per accedere agli incentivi è già stato definito e prevede due fasi distinte. A partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026, le imprese interessate potranno accedere alla piattaforma informatica di Invitalia, la società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze che gestisce l'intervento per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per iniziare la precompilazione della domanda. Questa finestra temporale è stata pensata per consentire alle aziende di preparare tutta la documentazione necessaria con calma, riducendo il margine di errore.

Lo sportello per la presentazione ufficiale delle istanze, invece, aprirà solo il 6 ottobre 2026, data a partire dalla quale sarà possibile inoltrare definitivamente la richiesta per accedere ai fondi.

Quali investimenti e spese sono ammissibili

I progetti che potranno beneficiare degli aiuti devono rispettare precisi requisiti di ammissibilità. L'investimento deve essere finalizzato all'acquisto di immobilizzazioni materiali e immateriali, come macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici e licenze. Rientrano tra le spese finanziabili anche le opere murarie, purché non superino il 40% del totale dei costi ammissibili, l'acquisizione di certificazioni ambientali e le consulenze specialistiche per l'applicazione delle tecnologie abilitanti.

È fondamentale che l'utilizzo delle tecnologie abilitanti previste dal Piano Transizione 4.0 risulti preponderante rispetto al totale delle spese del programma. Per quanto riguarda i valori minimi e massimi, gli investimenti devono avere un importo compreso tra 750.000 e 5 milioni di euro; per le imprese che puntano a diversificare la produzione, le spese devono superare almeno del 200% il valore contabile degli attivi che vengono riutilizzati.

La piattaforma Invitalia e il ruolo del Ministero

La gestione operativa della misura è affidata a Invitalia, che mette a disposizione la propria piattaforma informatica per l'intero iter, dalla precompilazione alla valutazione delle domande. L'agenzia, come riportato nei recenti dati di bilancio, ha chiuso il 2025 con un utile di 9,16 milioni di euro e ha sostenuto complessivamente oltre 62.000 progetti di impresa, contribuendo ad attivare più di 22,7 miliardi di euro di investimenti tra pubblico e privato.

Il decreto firmato dal ministro Adolfo Urso definisce i termini e le modalità operative per la presentazione delle domande, dando attuazione a quanto previsto dall'articolo 12, comma 4, del Codice degli incentivi.

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