Bce tiene fermi i tassi al 2% in attesa delle mosse di Trump sui dazi
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Redazione Economia
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La Banca centrale europea ha deciso di interrompere, almeno temporaneamente, la serie di riduzioni dei tassi d’interesse che aveva caratterizzato gli ultimi mesi. Dopo otto tagli consecutivi, il costo del denaro rimarrà invariato al 2%, in una pausa di riflessione che riflette l’incertezza globale, aggravata dalle tensioni commerciali tra l’Unione europea e gli Stati Uniti. «L’ambiente è eccezionalmente incerto», ha ammesso la presidente Christine Lagarde, lasciando trapelare una cautela che ormai domina le scelte delle principali istituzioni monetarie.
La Fed, d’altronde, ha già segnalato una simile prudenza, e la Bce – pur mantenendo un tono ottimistico sulla resilienza dell’economia europea – non poteva ignorare i rischi legati alle prossime mosse di Donald Trump. Il presidente americano, che ha da poco ripreso il suo mandato, ha già fatto intendere di voler rivedere le tariffe doganali su diversi prodotti europei, minacciando di inasprire una guerra commerciale i cui effetti potrebbero ripercuotersi sui mercati finanziari.
I dati sull’inflazione, per ora, sembrano giustificare la decisione della Bce: i numeri sono in linea con le previsioni, e l’economia, nonostante le pressioni esterne, mostra ancora segni di solidità. Ma è difficile ignorare che, tra conflitti geopolitici e tensioni commerciali, ogni previsione rischia di essere rapidamente superata dagli eventi. Gli imprenditori, dal canto loro, si trovano a dover navigare in acque sempre più agitate, con decisioni di investimento rese complicate proprio da questa mancanza di prospettive chiare.




