Firenze, 18enne sequestrata in rosticceria: arrestato 31enne per violenza sessuale grazie al segnale del pollice nel pugno chiuso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prima i colpi delle mani contro il vetro, poi il pollice ripiegato nel palmo e le altre dita che si chiudono sopra: il Signal for Help. È con quel gesto muto che una studentessa statunitense di 18 anni, nella notte tra martedì e mercoledì, è riuscita a farsi notare da un passante mentre si trovava chiusa dentro una rosticceria, nel cuore del centro storico fiorentino. L'uomo ha capito e ha chiamato il 112. Poco dopo una pattuglia dei carabinieri ha bloccato e arrestato un 31enne di origine pakistana, commerciante, con le accuse di sequestro di persona e violenza sessuale.

La serata iniziata in un pub di Santa Croce

La ricostruzione degli inquirenti parte da alcune ore prima. La diciottenne aveva trascorso la serata di martedì in compagnia di un'amica in un pub della zona di Santa Croce; poco prima delle 2 le due giovani erano uscite dal locale e avevano deciso di fermarsi a mangiare un panino. La studentessa è così entrata nell'esercizio commerciale, situato nei pressi di borgo Pinti, ha ordinato e ha chiesto di poter utilizzare il bagno. Dopo averle indicato la strada, secondo quanto emerso, il titolare avrebbe chiuso a chiave la porta d'ingresso e si sarebbe avvicinato alla giovane.

Lo schiaffo, la corsa verso la vetrina e la chiamata al 112

L'uomo avrebbe iniziato a palpeggiarla e a tentare di baciarla, arrivando a strapparle gli slip. La ragazza è riuscita a divincolarsi, ha mollato uno schiaffo in volto all'aggressore ed è corsa verso l'ingresso. Con la porta bloccata, ha cominciato a battere le mani contro la vetrina per attirare l'attenzione di chi passava e ha ripetuto il gesto del pollice racchiuso nel pugno.

Un passante lo ha riconosciuto e ha allertato il numero unico di emergenza; i militari, giunti in pochi minuti, hanno fermato il commerciante e lo hanno poi trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Che cos'è il Signal for Help

Il segnale utilizzato dalla studentessa non è un codice improvvisato. Si tratta di un gesto di emergenza lanciato nell'aprile 2020 dalla Canadian Women's Foundation, durante il lockdown, per offrire un modo discreto di chiedere aiuto contro la violenza domestica, in particolare nel corso delle videochiamate. La sequenza è semplice: mano aperta con il palmo rivolto verso chi osserva, pollice piegato sul palmo, quattro dita che si richiudono sopra. Senza parole né suoni, chi lo nota capisce che è necessario un intervento.

La diffusione è stata rapida grazie ai social e ai media internazionali, e dal 2021 si registrano casi concreti in cui il gesto è stato riconosciuto, consentendo l'arrivo tempestivo delle forze dell'ordine. In Italia, oltre al 112 per le situazioni di pericolo immediato, è attivo il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, operativo 24 ore su 24 e multilingue.

Il quadro normativo e i dati sui reati

Le ipotesi di reato contestate al 31enne – sequestro di persona e violenza sessuale – rientrano in un quadro in cui, secondo il dossier del Viminale diffuso lo scorso agosto, nel primo semestre del 2026 sono stati registrati 3.142 casi di violenza sessuale, in calo del 7,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sul fronte della prevenzione delle violenze contro le donne sono stati emessi 4.582 ammonimenti del questore, in aumento del 10,7%.

Resta aperto, sul piano legislativo, il confronto sul testo che modifica l'articolo 609-bis del Codice penale: la commissione Giustizia del Senato ha adottato come base la proposta della presidente Giulia Bongiorno, che elimina il riferimento al consenso e introduce la «volontà contraria all'atto sessuale», prevedendo un doppio aumento di pena e una presunzione di dissenso nei casi di freezing.

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