Esplode un tir carico di gpl sull'A1, il caos blocca l'esodo verso Napoli
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Redazione Interno
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Un boato che ha squarciato l'aria, seguito da una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, ha segnato il drammatico epilogo di un tamponamento tra due mezzi pesanti sull’autostrada A1, nel tratto tra Caianello e Capua in direzione Napoli. L’impatto, avvenuto nel tardo pomeriggio, ha coinvolto una cisterna carica di gas di petrolio liquefatto, la quale, dopo aver preso fuoco, è esplosa con violenza davanti agli occhi sgomenti di decine di automobilisti. I soccorritori, giunti sul posto, si sono trovati di fronte a uno scenario di pura devastazione, definito senza mezzi termini «un disastro».
La scena dopo la deflagrazione
La forza dell’esplosione, che ha lasciato crateri sul manto stradale, è testimoniata dalla dispersione di detriti e parti di carrozzeria dell’autobotte, alcune delle quali sono finite nelle campagne adiacenti l’autostrada. Pezzi del mezzo, non tutti ancora ritrovati, giacevano in un raggio ampio, a segnare fisicamente la potenza della deflagrazione. L’evento, che ha immediatamente richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, dei sanitari e delle forze dell’ordine, ha imposto la chiusura totale della carreggiata in direzione Napoli, trasformando quello che per molti era il viaggio di rientro o di inizio delle vacanze in un incubo di code infinite e di traffico paralizzato.
La dinamica tecnica di un’esplosione
L’incidente riaccende i riflettori, come spesso avviene in simili circostanze, sulla pericolosità del trasporto di combustibili e sulle dinamiche che portano all’esplosione di un’autobotte di Gpl. Tecnicamente, il gas di petrolio liquefatto è conservato sotto pressione; in caso di incidente grave che provochi una perdita e un innesco, come potrebbe essere una scintilla generata dall’impatto dei metalli, il gas che fuoriesce miscelandosi con l’ossigeno dell’aria può formare una nube infiammabile. Se questa nube trova una fonte di ignizione, la combustione può essere rapidissima e trasformarsi in una vera e propria esplosione, con un’onda d’urto che propaga frammenti e calore a grande distanza, esattamente quanto sembra essere accaduto sull’A1.
La lenta ripresa della circolazione
Solo dopo diverse ore, e complesse operazioni di messa in sicurezza dell’area per verificare l’assenza di ulteriori pericoli e per avviare le prime indagini tecniche, la circolazione ha potuto riprendere. Il tratto autostradale è stato riaperto progressivamente a partire dalla serata, ma i disagi per gli automobilisti sono perdurati a lungo, con ripercussioni sul traffico nell’intero nodo di comunicazione. L’episodio, oltre a porre interrogativi sulle cause del tamponamento iniziale, rimarca la costante vulnerabilità delle grandi arterie di scorrimento a eventi di questa portata, che in pochi istanti compromettono la sicurezza e la mobilità di migliaia di persone.




