Antonio Iannone (Fdi) attacca il Pd dopo lo scioglimento del Comune di Caserta: "Vergogna, all’Anci un sindaco in odore di scioglimento"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione del Consiglio dei ministri di sciogliere il Comune di Caserta per infiltrazioni camorristiche ha scatenato aspre polemiche, con Fratelli d’Italia che punta il dito contro il Partito Democratico. Antonio Iannone, esponente del partito guidato da Giorgia Meloni, ha definito "una vergogna" la presenza di un sindaco "in odore di scioglimento" all’interno dell’Anci Campania, sottolineando che Fdi non partecipò all’assemblea che ne sancì l’elezione.

"Le istituzioni vengono prima della parte politica", ha dichiarato Iannone, ribadendo che la scelta di non prendere parte a quella votazione fu dettata dalla volontà di non legittimare una figura già sotto osservazione. Il riferimento è a Carlo Marino, primo cittadino di Caserta e membro del Pd, il cui Comune è stato sciolto su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo che indagini hanno accertato condizionamenti da parte della criminalità organizzata.

Marino, che ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio definendo il provvedimento "un atto amministrativo abnorme", non è l’unico a dover affrontare le conseguenze di un’amministrazione commissariata. Stessa sorte è toccata ai Comuni di Aprilia, nel Lazio, e a quelli calabresi di Badolato e Casabona, tutti colpiti da decreti di scioglimento per analoghe infiltrazioni.

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