Dietrofront Fifa su investimenti privati, l’Uefa: "Persa la fiducia in Infantino"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nei prossimi giorni e settimane, la Uefa intende lavorare con le sue federazioni e in stretta collaborazione con le altre confederazioni "per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non si ripeta". È un passaggio della nota con la quale la Federazione europea esprime soddisfazione per il ritiro del piano della Fifa che apriva ad investitori privati. "Tale revisione deve essere approfondita e radicale".

Il dietrofront di Infantino, che ha ufficialmente accantonato il progetto Fifa Forward Enterprise (FFE) dopo la minaccia di boicottaggio delle competizioni da parte della Uefa e le dimissioni del suo senior advisor Carlos Cordeiro, non ha però scalfito di una virgola il pensiero negativo dell'organismo guidato da Aleksander Ceferin. "Il calcio non è in vendita", ha ribadito con forza il governo del calcio europeo in un comunicato dai toni durissimi.

La fiducia è persa, la Uefa chiede un cambio di rotta

La marcia indietro del presidente della Fifa non è bastata a ricucire lo strappo, e anzi ha aperto un nuovo fronte nella guerra mediatica tra i due colossi del calcio mondiale. La Uefa, nel suo comunicato ufficiale, ha dichiarato che "l'attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia calcistica". La confederazione europea, che aveva minacciato di boicottare i Mondiali e tutte le altre competizioni Fifa, ha accolto il passo indietro di Infantino come una vittoria ma non intende fermarsi qui.

L'accusa mossa a Infantino è di aver architettato un "piano segreto" e di aver gestito il progetto con una mancanza di trasparenza che ha minato alla base il rapporto di fiducia.

I retroscena del progetto e le critiche al metodo Infantino

Al centro della polemica c'è il progetto Fifa Forward Enterprise, una società commerciale valutata circa 20 miliardi di dollari che avrebbe dovuto gestire i diritti commerciali dei Mondiali, aprendo una quota del 20% a investitori privati come il fondo Thrive Capital di Joshua Kushner.

La proposta, emersa con sorpresa generale nei giorni scorsi, prevedeva un maxi-finanziamento di 40 milioni di dollari per ogni federazione che avesse aderito entro il 19 settembre, una cifra che ha fatto storcere il naso a molte delle 211 associazioni affiliate. La Uefa ha duramente criticato il metodo: "Non possiamo continuare così con piani segreti, realizzati in tempi rapidissimi, ideati da individui senza volto. Dobbiamo identificare i responsabili e chiamarli a risponderne".

Il riferimento è a quelle che la confederazione europea definisce "manovre segrete condotte a ritmo forsennato", orchestrate da persone il cui interesse per lo sport è quantomeno dubbio.

Il futuro politico di Infantino e l'ombra dei nuovi Mondiali

La posizione della Uefa è supportata da un fronte ampio che va oltre i confini europei. Oltre alla minaccia di boicottaggio da parte delle 55 federazioni affiliate alla Uefa, si sono schierate contro il progetto anche la Concacaf (Nord e Centro America) e la Confederazione calcistica asiatica (Afc), mentre Carlos Cordeiro, consigliere principale di Infantino, si è dimesso per opposizione al piano.

La stessa Uefa ha ricordato le promesse di trasparenza fatte da Infantino nel 2016 ("Il denaro della Fifa è il vostro denaro") e lo ha accusato di non averle mantenute. L'obiettivo ora dichiarato dalla Uefa è quello di "ricostruire la fiducia" nella Fifa attraverso una revisione radicale che coinvolga anche le riserve finanziarie dell'organismo, stimate in oltre 5 miliardi di dollari, per finanziare il calcio senza "svendere i gioielli di famiglia". Lo scontro, con le elezioni Fifa previste per l'aprile 2027, è destinato a proseguire.

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