Fifa blindata intorno a Infantino, nessuna rielezione anticipata. La Uefa valuta un’indagine

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Fifa ha chiuso ogni spiraglio su un eventuale cambio al vertice, respingendo al mittente qualsiasi ipotesi di nuove elezioni presidenziali prima della scadenza naturale del mandato. Il consiglio direttivo della Federazione internazionale, attraverso un comunicato ufficiale, ha ribadito con fermezza che non esiste alcuna possibilità di mettere in discussione la posizione di Gianni Infantino, eletto democraticamente dalle associazioni membro e ancora in carica con il loro pieno sostegno.

La presa di posizione arriva in un momento delicato, a pochi giorni dalle rivelazioni pubblicate dal Telegraph, secondo cui la Uefa starebbe seriamente considerando l'apertura di un'indagine interna sulla condotta del dirigente elvetico, in particolare durante i sedici anni trascorsi all'interno dell'organismo europeo. Una mossa che potrebbe incrinare ulteriormente i rapporti tra i due massimi organi del calcio mondiale, già segnati da tensioni latenti e divergenze di vedute su diverse questioni strategiche e di governance.

La difesa della Fifa e il muro contro le pressioni esterne

Nel documento diffuso nelle scorse ore, la Fifa ha voluto tracciare un confine netto, dichiarando che non sosterrà, agevolerà né tollererà alcun processo relativo all'elezione del presidente che risulti incompatibile con lo statuto, le procedure democratiche e il quadro di governance stabilito. Un messaggio indirizzato non solo ai possibili contendenti interni, ma anche alle confederazioni continentali che, come la Conmebol e la Caf, avevano già manifestato pubblicamente il loro appoggio a Infantino, contribuendo a creare un fronte compatto attorno alla sua figura.

La Fifa ha inoltre definito le accuse sollevate dalla stampa britannica come palesemente false, sottolineando che il presidente continua a svolgere il suo incarico in conformità con il mandato ricevuto dalle associazioni affiliate, senza che alcuna richiesta formale di revoca o di anticipazione del voto abbia mai superato il vaglio degli organi statutari.

L'organismo di Zurigo ha così voluto mettere un freno a quelle che definisce speculazioni mediatiche, ribadendo la legittimità assoluta della posizione di Infantino e la regolarità della sua elezione, avvenuta con il consenso della maggioranza delle federazioni mondiali.

Il ruolo della Uefa e il peso delle rivelazioni del Telegraph

La tensione, tuttavia, resta alta sul fronte europeo, dove la Uefa sta valutando con attenzione le implicazioni delle indiscrezioni pubblicate dal quotidiano britannico. Secondo quanto riportato, i vertici del calcio europeo intendono vederci chiaro sui pagamenti che sarebbero stati effettuati a una presunta amante di Infantino, utilizzando risorse della stessa Uefa, e sulla possibilità che quella relazione abbia potuto influenzare decisioni del personale o scelte operative durante il periodo in cui Infantino ricopriva la carica di segretario generale.

L'indagine, qualora venisse ufficialmente avviata, rappresenterebbe un atto senza precedenti nei confronti di un ex dirigente ora alla guida della Fifa, e metterebbe ulteriormente alla prova i rapporti tra le due istituzioni.

Da Nyon, al momento, non sono giunte conferme ufficiali sull'avvio di un procedimento disciplinare, ma fonti interne citate dal Telegraph confermano che l'ipotesi è al centro di colloqui informali tra i membri del comitato esecutivo, i quali vorrebbero accertare la veridicità delle accuse e l'eventuale coinvolgimento di altri funzionari in quelle vicende risalenti a più di un decennio fa.

La questione assume contorni particolarmente delicati, poiché tocca non solo la sfera personale di Infantino, ma anche la credibilità e l'integrità di due degli organismi più potenti e influenti del panorama sportivo internazionale.

Le alleanze continentali e il quadro politico globale

In questo scenario complesso e frammentato, la Fifa ha potuto contare sul sostegno esplicito di alcune delle confederazioni più popolose e strategiche, a partire da quella sudamericana e africana, che hanno già espresso parole di fiducia nei confronti del presidente e hanno respinto ogni ipotesi di destabilizzazione. Queste prese di posizione hanno fornito a Infantino una copertura politica solida, in grado di controbilanciare eventuali iniziative provenienti dal vecchio continente e di rafforzare la narrazione di un mandato legittimo e inattaccabile.

Tuttavia, l'apertura di un'indagine da parte della Uefa, se confermata, potrebbe modificare gli equilibri interni al movimento calcistico mondiale, spingendo altre federazioni a chiedere maggiori trasparenza sui criteri di governance e sull'utilizzo delle risorse finanziarie messe a disposizione dalle competizioni internazionali.

Per il momento, Infantino mantiene salda la propria posizione, forte di un'apparente compattezza delle associazioni membro e di uno statuto che non prevede meccanismi di rimozione anticipata se non in presenza di violazioni gravissime, circostanza che la Fifa esclude categoricamente.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se la minaccia di un'indagine europea si tradurrà in atti concreti o se resterà confinata sul piano delle dichiarazioni, mentre il calendario delle scadenze istituzionali si avvicina e le strategie di chi intende giocarsi le proprie carte in vista del futuro congresso iniziano a delinearsi con maggiore chiarezza.

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