Stellantis, profitti per auto al minimo: appena 471 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Stellantis registra profitti per auto di appena 471 euro nel primo semestre del 2026, un livello nettamente inferiore agli oltre 4.100 euro ottenuti da Mercedes per ogni vettura venduta. Il confronto fotografa una delle difficoltà centrali che stanno attraversando i grandi gruppi automobilistici: vendere automobili non è più sufficiente, perché la capacità di generare margini su ciascun veicolo si sta riducendo in un mercato caratterizzato da maggiore concorrenza, sconti più frequenti e investimenti legati a elettrificazione e software. I numeri mostrano così una distanza significativa nella redditività per vettura tra i principali costruttori, mentre il 2026 continua a mettere sotto pressione i loro bilanci.

Stellantis a 471 euro per auto, Mercedes oltre quota 4.100

Il divario emerge dal nuovo Automotive Performance Report del Center of Automotive Management, che ha analizzato i risultati dei 15 principali costruttori mondiali nel primo semestre dell'anno. Nella classifica della redditività per vettura, Stellantis si ferma a 471 euro, mentre Mercedes arriva a circa 4.120 euro per ogni auto venduta. La distanza tra i due valori evidenzia quanto possano essere differenti i risultati economici ottenuti dalle case automobilistiche pur operando nello stesso scenario globale, segnato dalla pressione sui margini e dalla necessità di sostenere costi e investimenti crescenti.

Stellantis non è l'unico costruttore a collocarsi sotto la media. Tra i gruppi indicati dal rapporto figurano Suzuki con 1.059 euro per vettura, Renault con 966 euro e Mazda con 960 euro. Più in basso si trovano Mitsubishi, che raggiunge 755 euro, Nissan con 525 euro e infine Stellantis con 471 euro. Questi valori permettono di osservare la redditività da una prospettiva diversa rispetto ai soli volumi di vendita: il punto centrale non riguarda infatti soltanto quante automobili vengono commercializzate, ma quanto profitto riesce a generare ciascuna vettura.

Utili dei costruttori in calo del 17,5% nel primo semestre 2026

La pressione sull'industria automobilistica emerge anche dai risultati complessivi dei 15 grandi costruttori globali analizzati. Nel primo semestre del 2026 il loro ebit complessivo è diminuito del 17,5%, attestandosi a 35,6 miliardi di euro. Nello stesso periodo i ricavi hanno registrato invece una flessione molto più contenuta, pari all'1,4%. La differenza tra l'andamento dei ricavi e quello dei profitti mostra come il problema non sia riconducibile soltanto alle vendite: i gruppi riescono a generare fatturato, ma una quota inferiore si traduce in risultato operativo.

Dietro questa contrazione pesano le condizioni con cui i produttori devono confrontarsi nel 2026. La concorrenza è aumentata, gli sconti sono diventati più frequenti e continuano gli investimenti necessari per elettrificazione e software, mentre tra gli elementi che condizionano il settore viene indicata anche la concorrenza cinese. L'effetto combinato si riflette sulla capacità dei costruttori di conservare margini elevati su ogni modello venduto. È proprio il confronto tra ricavi, utili e redditività per vettura a rendere visibile questa pressione, mostrando una riduzione dei profitti decisamente più marcata rispetto alla flessione del giro d'affari.

Per Stellantis la riduzione dei costi sostiene il risultato

Per Mazda, Nissan e Stellantis, il ritorno a risultati positivi rispetto alla perdita registrata nel 2025 viene attribuito principalmente alla riduzione dei costi, ai piani di ristrutturazione e a una base di confronto particolarmente bassa. Il miglioramento, secondo quanto emerge dall'analisi riportata, viene quindi descritto più come un “successo operativo temporaneo” che come una “inversione di tendenza strutturale”. Per Stellantis il dato di 471 euro guadagnati per vettura assume così un peso particolare: segnala un risultato positivo rispetto alla precedente perdita, ma mantiene il gruppo nella parte bassa della graduatoria considerata.

Il Center of Automotive Management ha costruito il confronto mettendo in relazione margini, utili e ritorni sul capitale investito dei 15 grandi costruttori globali. Da questa lettura emerge un settore nel quale la sostenibilità economica della vendita di automobili dipende sempre più dalla capacità di controllare i costi e preservare la redditività di ogni veicolo. Il dato di Stellantis, confrontato con quello di Mercedes e con i valori di Suzuki, Renault, Mazda, Mitsubishi e Nissan, rende evidente quanto siano ampie le differenze tra i gruppi proprio mentre l'ebit complessivo dell'industria analizzata scende molto più rapidamente dei ricavi.

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