Raoul Bova e le chat rubate: la procura indaga per tentata estorsione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quello che sembrava un semplice gossip da spiaggia, con tanto di meme virali e pettegolezzi sui social, ha assunto i contorni di un caso giudiziario. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per tentata estorsione ai danni di Raoul Bova, dopo che l’attore avrebbe ricevuto un messaggio anonimo minaccioso, pochi giorni prima della diffusione online degli audio privati con Martina Ceretti, modella e influencer di 23 anni.
Secondo quanto emerso, il messaggio – proveniente da un numero sconosciuto – non conteneva una richiesta esplicita di denaro, ma lasciava intendere che le conversazioni tra Bova e la Ceretti sarebbero state rese pubbliche se non fossero state prese «opportune contromisure». Una formula vaga, ma sufficiente per far scattare l’allarme. L’attore, che non ha ceduto al ricatto, si è trovato poco dopo al centro di un vortice mediatico quando Fabrizio Corona ha pubblicato alcuni degli audio rubati, alimentando il gossip sulla sua relazione extraconiugale, all’insaputa della moglie Rocío Muñoz Morales.
Ora gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l’origine del messaggio anonimo e verificare se esista un nesso con la successiva diffusione del materiale privato. Se da un lato, infatti, non è stata avanzata una richiesta diretta di denaro, la minaccia implicita di danneggiare la reputazione di Bova potrebbe configurare il reato di estorsione.
Il caso solleva anche questioni più ampie sulla privacy e sulla liceità della pubblicazione di conversazioni personali, soprattutto quando ottenute in modo illecito. La modella Martina Ceretti, dal canto suo, non ha rilasciato dichiarazioni, mentre Bova – dopo lo scandalo – ha confermato la crisi matrimoniale, senza però entrare nel merito delle indagini.




