I marchi più forti del mondo, tra dominio tech e lusso italiano
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Redazione Economia
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Il potere dei marchi, che si misura in fedeltà dei consumatori e in influenza culturale, trova nella classifica Best Global Brands di Interbrand la sua mappa più autorevole. Apple, ormai, non conosce rivali e si conferma al primo posto per il tredicesimo anno consecutivo, un primato che sottolinea la resilienza di un ecosistema perfettamente integrato tra hardware, software e servizi. A seguire, Microsoft e Amazon consolidano le loro posizioni, in un podio tutto tecnologico che riflette una penetrazione capillare nella vita quotidiana, la quale trascende ormai i confini dei singoli settori industriali. Il valore complessivo di questa élite, che quest'anno ha toccato i 3.600 miliardi di dollari, è cresciuto del 4,4%, segnando un'espansione significativa nonostante le turbolenze economiche globali.
Il lusso avanza tra le eccellenze globali
Mentre i colossi del tech dettano legge in vetta alla graduatoria, il panorama del lusso globale registra dinamiche altrettanto significative. Hermès, con un impressionante balzo del 18%, consolida la sua leadership incontrastata in un segmento che premia l'esclusività e la manifattura artigianale. Un risultato notevole, che si contrappone alle difficoltà di altri attori del soft luxury, i quali navigano in acque più agitate a causa di politiche di prezzo in rialzo e di una certa stanchezza creativa. In questo contesto, l'Italia difende il suo stile con Ferrari e Prada, che registrano entrambe una crescita robusta, dimostrando come il connubio tra identità, qualità e innovazione continui a essere un motore di valore ineguagliabile.
Nuovi ingressi e il caso del retail
La classifica del 2025 si distingue anche per un numero record di nuovi ingressi, dodici in totale, un dato che non si registrava dall'istituzione della rilevazione. Tra questi, spicca l'arrivo di Uniqlo, il brand retail che si è imposto al quarantasettesimo posto con un valore stimato di 17,7 miliardi di dollari. La sua ascesa, che sfida i colossi tradizionali del settore, racconta di un modello di business vincente basato su essenzialità, qualità percepita e una distribuzione globale efficiente. D'altro canto, l'uscita di Gucci dalla top 50 segna un momento di riflessione per un brand che deve riconquistare un posizionamento chiaro dopo anni di crescita tumultuosa.
L'automotive e la leadership di Toyota
Nel settore automotive, la classifica Interbrand offre poche sorprese ma conferma tendenze solide. Toyota si riconferma il marchio automobilistico più valido al mondo, con un incremento del 2% del suo valore, a testimonianza di una reputazione costruita sull'affidabilità e su una transizione verso la mobilità elettrica condotta con pragmatismo. Altri costruttori, sebbene presenti in graduatoria, non mostrano lo stesso dinamismo, un segnale di come il mercato premi chi sa coniugare l'eredità del passato con le sfide tecnologiche del futuro, un campo nel quale il costruttore giapponese mantiene un vantaggio competitivo difficilmente erodibile.




