Onu, dietrofront in Libano: per Israele è una vittoria mentre Gaza diventa una città fantasma
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Redazione Esteri
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Mentre la comunità internazionale registra un punto a favore della diplomazia israeliana con la probabile riduzione del mandato della missione Unifil nel sud del Libano, il quadro che emerge dal fronte di Gaza si fa, di giorno in giorno, più desolante e drammatico. Gaza City, un tempo cuore pulsante del territorio, sta progressivamente trasformandosi in un paesaggio apocalittico di cenere e macerie, un cumulo di detriti sotto il quale giacciono le speranze e le vite di un popolo stremato. L’intensificarsi dei bombardamenti israeliani, che non risparmiano né missili né droni, è accompagnato da una metodica opera di demolizione condotta con mezzi meccanici e robot esplosivi, i quali, secondo quanto dichiarato dalla protezione civile locale, avrebbero già raso al suolo oltre millecinquecento abitazioni nel solo quartiere di Zeitoun a partire dall’inizio di agosto.
In netto, e stridente, contrasto con questa realtà devastata, si inserisce una campagna di comunicazione del ministero degli Esteri israeliano che ha suscitato non poche perplessità. Una serie di video, pubblicati su YouTube e datati luglio-agosto 2025, mostrano quelli che vengono definiti "mercati di Gaza pieni di cibo", accompagnati da un commento vocale che accusa "politici cinici e media di parte" di diffondere menzogne, affermando che "le immagini no" mentono. Questa narrazione ufficiale, tesa a smontare le accuse di carestia, si scontra però frontalmente con i rapporti degli organismi internazionali e degli operatori umanitari che lavorano sul campo.
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha lanciato un monito chiaro e inequivocabile, definendo Gaza "al punto di rottura" e sollecitando con urgenza la riattivazione di duecento punti di distribuzione alimentare per scongiurare il dilagare della fame, che già miete vittime silenziose. Le operazioni di soccorso faticano a raggiungere i civili, molti dei quali sono costretti a sfollamenti continui nella disperata ricerca di un riparo che ormai non esiste più. A ciò si aggiunge l’annoso capitolo delle sparizioni forzate, che continua ad alimentare il dolore di numerose famiglie e a rappresentare un altro fronte di scontro tra le parti.




