Zendaya e gli orecchini di tremila anni fa: quando la storia incontra il red carpet

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sul red carpet londinese di The Odyssey, il nuovo kolossal di Christopher Nolan, Zendaya ha fatto molto più che sfoggiare un abito firmato Jacquemus: ha indossato due autentici gioielli archeologici, risalenti al I millennio avanti Cristo. Si tratta di placche-medaglione in oro che, con ogni probabilità, hanno attraversato la storia dell'antica Grecia, arrivando fino al tappeto rosso della première più attesa dell'estate.

Un gesto che parla di method dressing nella sua forma più radicale, certo, ma che soprattutto sembra rispondere a una precisa esigenza del regista: quella di tenere lontano il rumore di fondo dei social, affidando il giudizio finale solo ai critici, in una scelta controcorrente che ha fatto discutere fin da subito.

Il kolossal e la scelta esclusiva di Nolan

L'adattamento del poema omerico, definito da Nolan stesso come il suo "testo fondamentale" e da molti critici come il film dell'estate, arriva in un momento di grande attesa mediatica. Eppure, la produzione ha deciso di blindare l'evento, vietando le anteprime a influencer e content creator, come riportato da diverse testate.

Una strategia che, se da un lato esalta il fascino del mistero attorno alla pellicola, dall'altro alimenta la curiosità su una lavorazione che già di per sé è destinata a far discutere, non tanto per l'accuratezza storica – Troy, con Brad Pitt, resta un monito in tal senso – quanto per la volontà di ritornare a una comunicazione più tradizionale, basata sul giudizio della stampa specializzata anziché sull'impatto virale dei social.

L'orchidea di metallo prezioso e la dea Atena

Mentre il vestito firmato Jacquemus citava l'immaginario della Grecia classica, con drappeggi che evocavano le statue antiche, l'attenzione è stata catturata dagli orecchini indossati da Zendaya. I due oggetti, vere e proprie placche-medaglione in oro del I millennio a.C., hanno rappresentato il vero colpo di scena di quella serata, portando la storia dell'arte direttamente sul red carpet.

Non si trattava di semplici citazioni o reinterpretazioni moderne, ma di reperti autentici, i quali hanno attraversato i secoli e per la prima volta sono stati indossati da un'attrice che nel film interpreta la dea Atena, creando un collegamento tangibile tra il mito e la contemporaneità: i gioielli non solo hanno ispirato il look, ma lo hanno letteralmente attraversato, diventando essi stessi oggetto di narrazione.

Due anime per lo stesso universo omerico

La scelta stilistica di Zendaya si colloca in un contesto più ampio, quello del boho chic rivisitato in chiave mediterranea, che ha trovato nella première londinese due interpreti d'eccezione. Anne Hathaway, sua collega nel cast del kolossal, ha offerto una versione diametralmente opposta dello stesso tema, dimostrando come il richiamo all'antica Grecia possa essere declinato in modi diversi.

Entrambe le attrici, però, sono state accomunate da un filo rosso sottile: la capacità di utilizzare l'abbigliamento e gli accessori non come un semplice ornamento, ma come un'estensione della narrazione cinematografica, un linguaggio che nell'era del red carpet globale è diventato un elemento imprescindibile della promozione di un film, ancora di più quando dietro c'è un regista che, come Nolan, trasforma ogni suo lavoro in un evento.

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