Digiuno intermittente, cos'è e come si pratica dopo gli eccessi delle feste
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Redazione Salute
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Per rimediare alle abbuffate natalizie, molti italiani scelgono di ricorrere al digiuno intermittente, adottando quel modello noto come "finestra 8-16" che concentra i pasti in otto ore e impone un periodo di astinenza dal cibo per le sedici restanti. Questa pratica, come ha sottolineato il dottor Tiziano Scarparo durante un intervento a "Una volta buona", il programma di Raiuno condotto da Caterina Balivo, non deve essere intesa come una semplice dieta dimagrante. "Il digiuno intermittente non è una dieta e non è una moda", ha dichiarato il medico, "è uno stile di vita e può essere utile per ripartire dopo le feste senza dover seguire diete drastiche e senza dover contare le calorie". Una precisazione fondamentale, la sua, che sposta l'attenzione dall'idea di privazione temporanea a quella di un approccio alimentare strutturato e consapevole, il quale, pur suscitando timori in chi fatica a pensare di restare a lungo senza mangiare, è stato abbracciato anche da personaggi famosi a livello globale.
La diffusione di una pratica oltre le mode
Negli ultimi anni, infatti, questa metodologia ha conquistato una popolarità vastissima, arrivando a essere discussa e sperimentata da un pubblico sempre più ampio. Un fenomeno che deve parte della sua notorietà all'adesione entusiasta di star internazionali come Jennifer Aniston e Gisele Bündchen, le quali l'hanno descritto come una sorta di "elisir del benessere", capace di regalare maggiore lucidità mentale e una forma fisica migliore. Questo endorsement ha senza dubbio contribuito a far uscire il digiuno dall'ambito strettamente medico o salutistico, proiettandolo nelle conversazioni quotidiane, sebbene il suo fondamento rimanga scientifico e la sua applicazione richieda, come per qualsiasi cambiamento nelle abitudini personali, una buona dose di prudenza e informazione.
Le regole da seguire e gli errori da evitare
Il principio base, quello della suddivisione della giornata in una finestra dedicata all'alimentazione e una al digiuno, è solo il punto di partenza. Il dottor Scarparo, nel corso della trasmissione, ha delineato tre regole fondamentali da rispettare per approcciarsi correttamente a questa pratica. La prima riguarda proprio la scelta della finestra alimentare, che andrebbe preferibilmente collocata nella prima parte della giornata, evitando di spostare i pasti principali nelle ore serali. La seconda regola insiste sulla qualità dei nutrienti assunti durante il periodo in cui si può mangiare, privilegiando cibi integrali, proteine magre e verdure, mentre la terza sottolinea l'importanza di mantenersi adeguatamente idratati durante le ore di digiuno, consumando acqua, tisane non zuccherate o tè. Errori comuni, come saltare la colazione in modo indiscriminato – una tentazione a cui, secondo alcune rilevazioni, cederebbero circa cinquanta italiani su cento nel tentativo di "ripartire" dopo le feste – possono infatti rivelarsi controproducenti, minando la concentrazione e le prestazioni lavorative invece di migliorarle.
Un approccio che richiede consapevolezza
Il successo di chi lo sperimenta sembra risiedere proprio in questa rinnovata attenzione verso i segnali del e i ritmi naturali, sviluppando una pazienza che è prima di tutto un ascolto più profondo delle proprie necessità fisiologiche. Chi ha provato il digiuno intermittente, al di là dei benefici fisici spesso riportati, descrive frequentemente un cambiamento nel rapporto con il cibo, che diventa più meditato e meno dettato dall'impulso o dall'abitudine. Si tratta, in sostanza, di un percorso che invita a superare la logica del "rimorso" post-festivo, che spinge verso decisioni drastiche e punitive, per abbracciare una modalità organizzata e sostenibile, la quale, lungi dall'essere una penitenza stagionale, propone una riorganizzazione costante delle abitudini alimentari.




