La fioritura dei ciliegi alla Reggia di Venaria, tra aperture notturne e bus speciali per l’edizione 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dal 19 marzo al 1° aprile 2026, la Reggia di Venaria Reale diventa il palcoscenico di uno spettacolo ormai consueto ma puntualmente atteso, quello della fioritura dei cento ciliegi che costellano i Giardini. Un evento, quest’anno, che si arricchisce di una novità assoluta: l’apertura serale. I cancelli, infatti, resteranno accessibili non solo con il consueto orario diurno – tutti i giorni, lunedì compresi, dalle 7:30 alle 18:00 – ma anche in una fascia notturna straordinaria, dalle 19:00 alle 23:00, quando i fiori, illuminati ad arte, offriranno una visione volutamente diversa, quasi onirica, del patrimonio architettonico e paesaggistico.
L’accesso agli spazi verdi, che per l’occasione includono eccezionalmente il lunedì solitamente dedicato alla chiusura, sarà contingentato. Una scelta, quella della prenotazione online obbligatoria, volta a gestire il flusso di visitatori in un’area che, pur nella sua ampiezza, merita di essere fruita senza il caos degli assembramenti. I cento alberi, le cui chiome in questi giorni raggiungono la massima intensità cromatica tra il rosa e il bianco, diventano così il filo conduttore di un programma che, come da tradizione consolidata dalla Reggia, fonde natura, benessere e cultura in un unico racconto primaverile.
Un servizio GTT potenziato per l’afflusso alla Reggia e al Parco La Mandria
A supportare l’alta affluenza prevista per questo evento, che richiama visitatori non solo dal torinese ma anche da altre regioni, interviene un potenziamento dei trasporti. GTT, l’azienda della mobilità locale, ha predisposto un rafforzamento della linea Venaria Express, un servizio che si attiva proprio in concomitanza con i grandi eventi stagionali. Dal 21 marzo al 6 aprile 2026, quindi per un periodo che copre il picco della fioritura e si estende di qualche giorno oltre la sua chiusura ufficiale ai Giardini, saranno incrementate le corse diurne con l’aggiunta di un servizio serale straordinario che si protrarrà fino a mezzanotte.
Un’infrastruttura mobile, quella dei bus, pensata per facilitare l’approdo dei turisti e dei cittadini non solo verso l’ingresso della Reggia, ma anche verso i sentieri del Parco della Mandria, i cui ottanta ettari di estensione offrono un contesto naturale di rara bellezza. Chi arriva da Milano, ad esempio, impiega meno di due ore per raggiungere questo luogo che, per qualche settimana, evoca le atmosfere dei celebri parchi di Tokyo o di Kyoto, dove la *sakura* – la fioritura dei ciliegi – rappresenta un evento sociale e spirituale. Qui, invece, lo scenario è quello di un sito patrimonio dell’umanità UNESCO, dove il paesaggio storico si fonde con la delicatezza di una natura che, ogni anno, si ripete con un’intensità visiva sempre rinnovata.
Dalla tradizione giapponese ai Giardini della Venaria, un’esperienza a due ore da Milano
Il fascino esercitato da queste fioriture, del resto, risiede proprio nella loro fugace durata. I cento alberi – un numero che nel giardino della Reggia non è casuale, ma frutto di un progetto preciso di valorizzazione botanica – in questi giorni raggiungono il culmine della loro esplosione cromatica. Un fenomeno che attira fotografi e appassionati, i quali trovano nelle aperture notturne un’opportunità inedita: catturare l’effetto delle luci artificiali che, proiettandosi sui petali, restituiscono una versione inedita e quasi surreale di un paesaggio già di per sé iconico. Le immagini ufficiali diffuse dalla Reggia, riprese da punti strategici lungo i vialetti, mostrano come l’illuminazione studiata ad hoc esalti la volumetria degli alberi, trasformando una semplice passeggiata in un’esperienza immersiva.
A differenza del sogno, spesso costoso e logisticamente complesso, di assistere alla fioritura in Giappone, questa versione piemontese del rito primaverile si pone come alternativa accessibile per chi vive nel Nord Italia. L’iniziativa, ormai consolidata nel calendario degli eventi culturali regionali, conferma la capacità della Reggia di Venaria di utilizzare il proprio patrimonio non come un elemento statico, ma come una risorsa dinamica capace di dialogare con i cicli naturali e con le esigenze di un pubblico sempre più orientato alla ricerca di esperienze estetiche di qualità, supportate da una logistica attenta come quella del servizio bus potenziato fino a tarda sera.
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