Nutribullet Treviso risorge, battuta Varese allo sprint: le pagelle
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Redazione Sport
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L’Openjobmetis Varese, che aveva inseguito per tre quarti il risultato, ha compiuto la rimonta sorpassando nel finale, pur dovendo fare a meno, per un imprevisto problema al polpaccio occorsogli in riscaldamento, di un fondamentale come Tazè Moore. Non è bastato, tuttavia, l’eroico sforzo individuale di Carlos Stewart, autore di uno di quei cosiddetti “loosing effort” che restano negli annali, avendo toccato le 34 punti in un’esibizione di pura classe e cuore. La NutriBullet Treviso, dal canto suo, ha avuto il pregio di non abbassare mai la guardia, sostenuta da un PalaVerde che, sebbene in polemica con la società, si è mostrato galvanizzato dal ritorno in panchina di Marcelo Nicola, figura amatissima dal pubblico.
Stewart, l'unica risposta varesina
Si sarebbe tentati, ad un certo punto della gara, di ribattezzare la squadra “Stewart Varese”, poiché il playmaker con il numero 1 è stato l’unico a sfidare concretamente l’avversario, vincendo i duelli contro tutti, dai più piccoli ai più lunghi, schierati dalla strategia di Nicola. In attacco ha mantenuto ritmi elevatissimi, superando agevolmente la soglia dei trenta punti e chiudendo con 34 realizzazioni e 6 assist, dando letteralmente anima e cuore. Anche lui, infine, ha ceduto dalla linea dei tiri liberi, ma dopo giorni di malessere e un impegno fisico così intenso e prolungato, non gli si può muovere alcuna critica di sostanza.
Le analisi dagli spogliatoi
Marcelo Nicola, al suo nuovo, seppur in realtà sentito come un ritorno, esordio davanti al pubblico di casa, ha sottolineato come elemento decisivo l’approccio iniziale della sua squadra. “Come prima cosa”, ha dichiarato, “mi collego alla situazione di Olisevicius e aggiungo che mi dispiace tanto, perché è un gran giocatore e una persona anche migliore. Lo ha dimostrato allenandosi per tutta la settimana nonostante la diagnosi negativa ricevuta, nel tentativo di arrivare a questa partita pronto”. La prospettiva dall’altro spogliatoio è stata offerta da Giannis Kastritis, il quale ha fornito una lettura spietatamente onesta della sconfitta: “Penso sia stata una partita tirata, e alla fine ci sono state delle situazioni negative per noi. Ma se vogliamo essere onesti con quello che abbiamo fatto, abbiamo perso la partita per quanto fatto nel primo tempo. Abbiamo cominciato a fare le cose che dovremmo fare soltanto dopo i primi minuti del terzo quarto”.
Una vittoria che vale più di due punti
Il successo, maturato nell’ultimo respiro della partita sul punteggio di 86-83, assume per Treviso un significato che trascende i due punti in classifica, rappresentando una rinascita morale e tattica sotto la guida di un tecnico che conosce bene l’ambiente. Dimostra, la squadra, di aver saputo gestire la pressione e l’assenza di pezzi importanti, trovando al momento giusto le giuste risposte collettive per neutralizzare una prestazione individuale di altissimo livello come quella dell’avversario Stewart. La partita, nel suo complesso, ha offerto il ritratto di un campionato sempre più equilibrato, dove un singolo episodio o la capacità di sfruttare il fattore campo possono ribaltare destini che sembrano scritti.




