Treviso trova il coraggio, Varese spreca l'occasione per la Coppa Italia
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Redazione Sport
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La partita, che si preannunciava decisiva per le sorti della corsa alla Coppa Italia, ha preso una piega inattesa ancora prima del fischio d'inizio, quando Tazè Moore, durante il riscaldamento, è stato costretto al forfait per un problema al polpaccio. Un'assenza pesantissima, che ha proiettato un'ombra sulla Openjobmetis fin dalle prime azioni, costretta a cercare equilibri alternativi sul campo di una Treviso agguerrita e spinta dal ritorno in panchina di Marcelo Nicola. L'allenatore, ex beniamino del PalaVerde, ha ricevuto un'accoglienza calorosissima da una tifoseria che, al contrario, ha rivolto fischi e contestazioni verso la propria società, creando un paradosso emotivo che ha permeato tutta la serata. Nonostante questo clima particolare, sono stati i biancorossi a dettare il ritmo per lunghi tratti, sfruttando una prestazione superlativa di Carlos Stewart, capace di guidare l'assalto dei suoi con una determinazione fuori dal comune.
Il dominio di Stewart non basta
Carlos Stewart, trascinato da una forma fisica straordinaria nonostante un malanno che lo aveva colpito nei giorni precedenti, ha imbracciato letteralmente la squadra, giocando con un'intensità tale da far sembrare, per lunghi minuti, di assistere a una sfida tra lui e l'intera squadra di Treviso. Il playmaker, viaggiando a ritmi forsennati, ha messo a segno punti da ogni posizione, sfidando e spesso superando qualsiasi difensore gli venisse opposto, fino a toccare quota 34 punti. La sua, definibile come una prova da "loosing effort" di altissimo livello, è stata però un fiume in piena che ha scavato un solco profondo ma non decisivo. I suoi compagni, infatti, non sono riusciti a supportarlo con la stessa continuità, soprattutto nel momento più delicato dell'incontro, quando la squadra sembrava aver messo la freccia per allungare definitivamente.
Il crollo nel finale e la riscossa di Treviso
Proprio quando la vittoria e il biglietto per le Final Eight sembravano a portata di mano, con il punteggio che segnava 61-68 a favore dei varesini, la Openjobmetis ha vissuto un inspiegabile black-out offensivo. Un periodo di scarsa lucidità e precisione, unito a qualche scelta discutibile, che ha spalancato le porte alla rimonta della Nutribullet, la quale, con l'acqua alla gola essendo ultima in classifica, ha trovato energie insperate. Gli uomini di Nicola, sfruttando l'inerzia degli avversari, hanno imbastito una riacciuffata progressiva e inesorabile, trovando i canestri giusti nei momenti decisivi. Una sterzata che ha ribaltato le prospettive e che ha portato la squadra di casa a condurre le operazioni nello sprint finale, gestendo i secondi conclusivi con freddezza e portando a casa una vittoria di carattere.
Le conseguenze sul campo e fuori
Il punteggio finale, 86-83, segna una battuta d'arresto pesantissima per Varese, che vede sfumare un'opportunità concreta di qualificazione, e al contempo regala un barlume di speranza a Treviso. La sconfitta, oltre alle implicazioni tecniche, lascia spazio a riflessioni amare per i biancorossi, che hanno pagato a caro prezzo l'assenza di Moore e l'incostante rendimento collettivo attorno a Stewart. La serata al PalaVerde resterà negli annali per il dualismo tra la contestazione alla dirigenza di casa e gli applausi per l'ex allenatore Nicola, elementi di folclore che hanno fatto da cornice a una partita dal finale rocambolesco. Una partita che, per Varese, si trasforma in un'occasione persa da analizzare a fondo, mentre per Treviso rappresenta un punto di partenza per cercare di risalire la china.




