Azimut, dopo lo scivolone il rimbalzo in Borsa e il buyback da 500 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La tempesta di giovedì 13 novembre, che aveva investito Azimut con un tonfo del 10% in Borsa, ha lasciato il posto a venti più tiepidi già nella seduta successiva. Venerdì 14, infatti, il titolo del gruppo di consulenza patrimoniale ha registrato un significativo recupero, guadagnando un incoraggiante 3,5%, sebbene i suoi livelli restino ancora, complessivamente, circa un 7% al di sotto dei picchi toccati prima che la vicenda esplodesse. L'attenzione degli analisti e degli operatori, dopo le inevitabili reazioni istintive del mercato, si è progressivamente spostata dai rilievi della vigilanza al concreto piano di azione intrapreso dalla società, la quale, come spesso accade negli investimenti, ha dimostrato come sia necessario abbandonare la logica del breve periodo per abbracciare una prospettiva più ampia e strategica.

Le rassicurazioni del management dopo i rilievi di Bankitalia

A placare le acque, contribuendo a quel parziale ma importante rimbalzo, sono intervenute le dichiarazioni rassicuranti del fondatore Pietro Giuliani e dell'amministratore delegato Giorgio Medda. Quest'ultimo, in particolare, ha voluto inquadrare l'ispezione della Banca d'Italia nell'ambito del "normale processo di vigilanza" a cui sono sottoposti tutti i principali asset manager, sottolineando come i punti sollevati dall'istituto centrale siano "pienamente gestibili". Medda ha, inoltre, richiamato la "cultura del miglioramento continuo" che da sempre caratterizza il gruppo, una dichiarazione che, se da un lato riconosce l'esistenza di aspetti da affinare, dall'altro ne minimizza la portata destabilizzante, presentandoli come parte di un percorso evolutivo naturale e fisiologico per un'organizzazione di tali dimensioni.

La contromossa finanziaria: parte il buyback da mezzo miliardo

Alle parole hanno fatto immediatamente seguito i fatti, con una contromossa finanziaria che il mercato ha apprezzato. Azimut ha infatti dato avvio, senza indugio, al previsto piano di riacquisto di azioni proprie, un programma che prevede una spesa complessiva fino a 500 milioni di euro e che porterà alla cancellazione dei titoli acquisiti. Un segnale di forza e di fiducia nelle prospettive future della società, tant'è che le operazioni sono partite con decisione: sono state già ricomprate 350mila azioni a un prezzo medio di 31,95 euro, e l'amministratore delegato Medda ha chiarito che il gruppo continuerà su questa strada anche nei prossimi giorni, sostenendo attivamente il titolo.

Gli occhi del mercato restano puntati sul progetto Tnb

Nonostante il focus immediato sia sulla governance e sulla risposta finanziaria, l'orizzonte strategico di Azimut rimane proiettato sul progetto di banca digitale Tnb, un'iniziativa che vede coinvolti i fondi Fsi e Ion e che continua a catalizzare l'interesse e le valutazioni degli analisti. È proprio su questo fronte, considerato un potenziale motore di crescita di lungo periodo, che si gioca una parte significativa del futuro valore del gruppo, un valore che gli operatori stanno cercando di quantificare al di là delle fluttuazioni temporanee, per quanto accentuate, provocate dagli eventi degli ultimi giorni.

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