Azimut, utile operativo a 471 milioni nei primi nove mesi del 2025
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Redazione Economia
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Azimut ha chiuso i primi nove mesi del 2025 confermando una solida crescita, con ricavi totali che hanno superato la soglia del miliardo di euro, un traguardo reso possibile dall'incremento, pari al 7% su base annua, dei ricavi ricorrenti in tutti i mercati di riferimento. La società, che ha visto un contributo significativo provenire dalle sue operazioni in Italia, Stati Uniti, Brasile, Singapore e Monaco, ha registrato un utile operativo di 471 milioni di euro. Il cosiddetto ebit ricorrente, da parte sua, è aumentato del 12% rispetto all'anno precedente, attestandosi a 439 milioni, mentre l'utile netto di pertinenza relativo al solo terzo trimestre ha segnato un +23%, raggiungendo i 146 milioni. Un dato che, se da un lato illumina la performance del trimestre, dall'altro si contrappone all'utile di gruppo complessivo dei nove mesi, che invece ha segnato un calo dell'11%, fermandosi a 386 milioni.
La spinta della raccolta netta e il nuovo record delle masse
La dinamica positiva trova un ulteriore, decisivo riscontro nei flussi di capitale. Il mese di ottobre, infatti, si è distinto per una raccolta netta totale di 1,8 miliardi di euro, di cui una parte consistente, 1,2 miliardi, è stata indirizzata verso le soluzioni gestite. Questo risultato mensile porta la raccolta netta cumulativa dall'inizio dell'anno a 17,1 miliardi, un valore che colloca Azimut in una posizione di vantaggio rispetto al target annuale, fissato in una forbice tra 28 e 31 miliardi. È proprio questa forte capacità di attrarre nuovi capitali che ha spinto le masse gestite totali a toccare un nuovo massimo storico, raggiungendo 126,7 miliardi di euro, con un aumento del 18% dai livelli di inizio anno.
Il contributo delle reti e il ruolo delle operazioni internazionali
Analizzando la geografia della raccolta, la rete italiana si conferma il principale motore, avendo generato 0,8 miliardi degli ingressi di ottobre. A questa fanno eco le cosiddette affiliate strategiche, che hanno contribuito con 0,6 miliardi, e le aree operative delle Americhe e dell'Asia-Pacifico. All'interno del canale delle affiliate, un impulso notevole è derivato da operazioni di fusione e acquisizione completate in Australia, le quali hanno prodotto afflussi per circa 356 milioni di euro. Questi numeri, nel loro insieme, non fanno che sottolineare la natura globale del modello di business del gruppo, il quale, pur mantenendo salde radici nel territorio nazionale, ha saputo costruire una presenza internazionale capace di generare valore.
I riflessi sul listino e il contesto di Borsa
I risultati finanziari e i dati sulla raccolta, comunicati ufficialmente, hanno avuto un impatto immediato sui mercati. Il titolo Azimut, quotato a Piazza Affari, ha infatti celebrato l'annuncio raggiungendo un nuovo massimo storico, un segnale di fiducia da parte degli investitori che premia la continuità della performance e la chiarezza degli obiettivi di crescita perseguiti dalla holding guidata da Pietro Giuliani. L'andamento del valore azionario rappresenta dunque l'epilogo di una serie di indicatori positivi, i quali, concatenandosi, dipingono il quadro di un gruppo in piena espansione.




